Incidente Frecciarossa, l'odissea di Marty: «Io, bloccata sul regionale a Valmontone. A Roma in taxi, 150 euro per l'hotel»

La testimonianza: «Il nostro treno si è fermato nel nulla, disagi per famiglie e bambini»

Incidente Frecciarossa, odissea per i viaggiatori dei Regionali. «Treno fermo a Valmontone, a Roma in taxi e 150 euro per l'hotel»
Incidente Frecciarossa, odissea per i viaggiatori dei Regionali. «Treno fermo a Valmontone, a Roma in taxi e 150 euro per l'hotel»
4 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 15:19 - Ultimo aggiornamento: 15:35

Viaggio al termine della notte. Qui finisce la poesia e iniziano ad affastellarsi rabbia, disagi e rassegnazione: dopo l'incidente del Frecciarossa, a pochi metri dall’ingresso nella galleria Serenissima, per molti viaggiatori è stata una lunga notte complicata tra ritardi e treni fermi fino alla mattina seguente. Odissea emblematica quella di Marty, beauty specialist d'origine siracusana, bloccata nella stazione di Valmontone, costretta a prendere un taxi con alcuni compagni di viaggio conosciuti nell'attesa e poi obbligata a ripiegare, per la notte, in una stanza d'albergo, l'unica trovata disponibile, a 150 euro. 

Alta velocità fatta passare sulle linee secondarie

Chiamatelo effetto domino. Marty rientrava da una «giornata di formazione» e doveva percorrere in treno la tratta Tarquinia-Colleferro, per Tarquinia o Civitavecchia. «Partenza alle 18.45 arrivo previsto a casa 21.30» racconta ma l'incidente del Frecciarossa ha cambiato tutto senza «prevedere un protocollo di emergenza - sottolinea -. Dalla pandemia non si è tratto molto beneficio, ai protocolli di emergenza per queste situazioni ci pensano solo dopo... Così hanno fatto partire ugualmente il mio treno nonostante le linee secondarie regionali fossero usate per far scorrere l'alta velocità, quindi i regionali senza piano B sono rimasti sui binari. Risultato? Siamo partiti e nel bel mezzo del nulla, in una stazione priva di bar e macchinette automatiche per bere un po' d'acqua, senza bus sostitutivi, il treno non è più ripartito. Valmontone ha un grosso parco divertimenti, quindi il convoglio era pieno di famiglie con bimbi in vacanza, turisti e qualche pendolare». Dopo un'ora di attesa è arrivata la polizia «chiamata intelligentemente da qualcuno che prevedeva una botta da matto di qualcuno. Intanto i Frecciarossa sfrecciavano vicino a noi senza preavviso col rischio di tirar sotto qualcuno».

La polizia allerta la protezione civile

La polizia ha spiegato «che è stata allertata la protezione civile per portare acqua e viveri. Nel frattempo si sono creati gruppi di risoluzione autogestiti. Taxi, amici e parenti... Io mi sono accodata ad un gruppo di 20enni: metà andavano per locali, altri al lavoro. Abbiamo pagato un taxi e siamo arrivati dentro Roma». Finita qui? No. «C'era l'ultimo treno per Civitavecchia. Mi dico: dai che lo prendo... invece, dopo esserci salita e aver atteso 40 minuti, ci informano che nessun treno entrava o usciva da Termini. Tutto intasato». Impossibile tornare a casa in tempi rapidi. Un disagio non da poco per chi ha famiglia o persone anziane. Così, scatta il piano B: la ricerca di un hotel a Roma quantomeno per riposarsi. «Che erano tutti pieni, dai B&B nessuna risposta. L'unica possibilità? Una stanza di fronte alla stazione Termini: una notte, 150 euro». Un salasso non preventivato che diventa l'unica strada praticabile. «Anche perché il giorno dopo dovevo andare al lavoro, con la sveglia che suona alle 6.45 per essere a Ostia per le 8.30». La mattina dopo (oggi, ndr), l'ennesima amara sorpresa. «Ancora tutto bloccato - racconta Marty -. Così, l'unica soluzione è diventata un bus per la Roma Lido ma anche qui, intanto, aveva ricambiato gli orari. Impossibile arrivare al lavoro alle 8.30. Viva l'Italia»

© RIPRODUZIONE RISERVATA