Ciro Grillo e l'accusa di stupro, altolà del Garante sul video. I genitori di Silvia: «Immagini condivise tra gli amici»

Giovedì 29 Aprile 2021 di Giuseppe Scarpa
Ciro Grillo e l'accusa di stupro, altolà del Garante sul video. I genitori di Silvia: «Immagini condivise tra gli amici»

Sull'inchiesta che coinvolge il figlio di Beppe Grillo, Ciro Grillo e suoi 3 amici accusati di aver violentato una 19enne, il 17 luglio del 2019 a Porto Cervo in Sardegna, nella villa del fondatore dei 5Stelle, interviene anche il Garante della Privacy. L'intervento dell'Authority non riguarda l'indagine della procura di Tempio Pausania, ma il video, agli atti dell'inchiesta, che documenterebbe lo stupro. Un filmato che rischierebbe di divenire virale e arrecare altri danni alla 19enne, giovane vittima. Frammenti di riprese che «girano tra amici come un trofeo» e che hanno portato la famiglia della studentessa di Milano a rompere il silenzio.

 

Ciro Grillo, accuse più gravi per alcuni indagati. «Schiaffi su schiena e natiche». Ira genitori della ragazza


L'ACCUSA


La denuncia arriva tramite il legale dei genitori, la senatrice Giulia Bongiorno. Parole che hanno spinto il Garante a ricordare come la diffusione delle immagini «costituisca un atto illecito». Nel frattempo dalle indagini emergono nuovi dettagli, come il racconto della istruttrice di kitesurf che il 17 luglio 2019, il giorno della presunta aggressione sessuale, descrive la giovane come «solare, vivace, estroversa». «Abbiamo appreso - hanno scritto i genitori della ragazza - che frammenti di video intimi vengono condivisi tra amici, come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo: qualcosa che ci riporta a un passato barbaro che speravamo sepolto. Confidiamo nel fatto che tutto questo fango sarà spazzato via facendo emergere la verità. Abbiamo dato mandato al nostro legale di agire in sede giudiziaria contro tutti coloro che a qualsiasi titolo partecipano a questo deplorevole tiro al bersaglio».

 

 

Il Garante ha così ricordato «che chiunque diffonda tali immagini compie un illecito, suscettibile di integrare gli estremi di un reato oltre che di una violazione amministrativa in materia di privacy». «Non è facile rimanere in silenzio davanti alle falsità che si continuano a scrivere e a dire sul conto di nostra figlia, aggiungendo dolore al dolore: il nostro e il suo - sottolineano i genitori della ragazza - D'altro canto, sarebbe fin troppo facile smentirle sulla base di numerosi atti processuali che sconfessano certe arbitrarie ricostruzioni e che, per ovvie ragioni, non possono essere resi pubblici».


L'INDAGINE


Intanto emergono nuovi particolari dalle carte dell'inchiesta di Tempio Pausania che ha indagato Ciro Grillo insieme a Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. Gli investigatori, subito dopo la denuncia della ragazza, sentono decine di testimoni. Tra questi anche l'istruttrice con cui la presunta vittima fece lezione il pomeriggio del 17 luglio, il giorno stesso del presunto stupro. L'istruttrice sostituiva il collega con il quale si era allenata nei giorni precedenti. «Mi è sembrata vivace ed estroversa», ha detto agli inquirenti. «Quando ci siamo presentate - si legge nei verbali - mi è apparsa come una ragazza solare, vivace, estroversa. Quando è terminata la lezione era molto felice e soddisfatta della sua performance sportiva». L'istruttrice è stata sentita dagli investigatori subito dopo la denuncia della giovane, così come sono stati ascoltati tanti altri che però hanno raccontato di un cambiamento di umore nella diciannovenne. L'insegnante ha anche escluso che la ragazza fosse sotto effetto di alcol. «Se avessi avuto la sensazione» di una persona poco lucida «non le avrei fatto fare la lezione, non sarebbe stato sicuro». Al momento la procura di Tempio Pausania non ha ancora chiesto il rinvio a giudizio dei quattro ragazzi ma sta valutando se chiederlo nelle prossime ore.

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