Green pass, Brunello Cucinelli: «Vanno tutelati i lavoratori che si sono vaccinati da coloro che si rifiutano»

L'imprenditore: le regole individuate da Draghi stanno facendo ripartire l'economia del Paese, non si torna indietro. Credo sia un dovere morale e civile proteggere dal Covid se stessi e i colleghi con cui si sta fianco a fianco

Martedì 12 Ottobre 2021 di Umberto Mancini
Green pass, Cucinelli: «Vanno tutelati i lavoratori che si sono vaccinati da coloro che si rifiutano»

«Il punto è uno solo, almeno per me: vanno tutelati tutti quei lavoratori che hanno fatto il vaccino da quelli che non lo hanno fatto. Non credo sia facile lavorare, stare fianco a fianco, in azienda, come in ufficio, sapendo che il tuo collega non si è vaccinato. Un fatto che stigmatizzo e che sarà ancora più al centro dell'attenzione quando arriverà il tempo in cui ci si potrà togliere la mascherina». Brunello Cucinelli, al vertice di un'azienda leader del made in Italy, al top nel settore del tessile raffinato e dell'alta qualità a livello mondiale, va subito al cuore del problema.


Dal 15 ottobre sarà obbligatorio il Green pass per entrare in azienda oppure il tampone, la sua azienda è pronta?
«Nessun problema, ci siamo preparati per tempo. Abbiamo tre medici impegnati su questo fronte, facciamo controlli e verifiche giornaliere. Il problema sarà per il 99% dei dipendenti che si sono vaccinati e che non staranno proprio tranquilli sapendo che il collega, il vicino di scrivania, non lo è. Finché ci sarà la mascherina obbligatoria andrà bene o comunque i rischi saranno limitati, poi non lo so. Di certo occorre tutelare chi si è vaccinato dagli altri. Credo che si debba rispondere a questa domanda».

 

 

 


Ma davvero l'azienda non riesce a ottenere questo dato?
«No. E non lo vorrei nemmeno avere. La privacy ha i suoi rigori. E' in azienda, tra i lavoratori, che potrebbe sorgere il problema. Lei lavorerebbe sereno sapendo che il suo vicino è un non vaccinato? Pongo solo questo interrogativo».

 


Dunque sarebbe meglio il vaccino rispetto al pass?
«No. La scelta del governo guidato da Mario Draghi è corretta, giusta, e sta facendo ripartire l'economia. Abbiamo recuperato, proprio grazie al nostro governo, una grande credibilità a livello internazionale. E questo proprio in virtù di scelte chiare, precise, trasparenti».


Nondimeno, i governatori del Nord chiedono una estensione della validità dei tamponi e paventano un rischio caos nelle aziende.
«Le regole ci sono già e vanno rispettate. Non so se c'è un rischio caos, nella mia azienda non c'è. Su 1.200 dipendenti, solo una decina non hanno fatto il vaccino. Una percentuale esigua. Vorrei, evidentemente, che fossero tutti coperti sul posto di lavoro, ma non intendo imporre nulla a nessuno. Tanto più in questo campo. Credo sia un dovere morale e civile vaccinarsi per proteggere se stessi e gli altri dal Covid».

 

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C'è chi parla di licenziamenti come misura estrema.
«Sono assolutamente contrario. Serve garbo e attenzione in questa fase. Lo stesso garbo usato da Draghi per affrontare e risolvere questo problema. Il Paese deve marciare unito, insieme, senza divisioni. Del resto la pandemia ci fatto scoprire o riscoprire nuovi rapporti umani, una nuova solidarietà, ci ha fatto riflettere, stare più vicini. Non credo fosse scontato, ma siamo migliori perché abbiamo affrontato uniti il problema. E ora ne godiamo i frutti».

 


Quanto c'è di vero sulla recuperata credibilità dell'Italia nel mondo?
«Grazie a Draghi e al presidente Mattarella siamo fuori dalla crisi. Ed è vero che abbiamo recuperato una solida credibilità. In un recente road show a Londra con la mia azienda ho potuto toccare con mano come siano cambiati la valutazione e il giudizio nel confronti del nostro Paese, che sarà sempre più leader nel settore manifatturiero di qualità».


C'è chi sostiene, come il ministro Brunetta, che il Pil crescerà più del 6%. Non teme il fisiologico raffreddamento nei prossimi due anni?
«Guardi sono ottimista, lo sono sempre stato. C'è un sano fermento in economia, si parla ovunque, nel mio settore e altrove, di ripresa, riavvio, nuovi progetti. Segnali molto positivi».

Ultimo aggiornamento: 08:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA