Roberta Siragusa, il fidanzato appicca il fuoco in cella: «Non è tentato suicidio, forse gesto dimostrativo»

Roberta Siragusa, il fidanzato appicca il fuoco in cella: «Non è tentato suicidio, forse gesto dimostrativo»
Roberta Siragusa, il fidanzato appicca il fuoco in cella: «Non è tentato suicidio, forse gesto dimostrativo»
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Giovedì 4 Febbraio 2021, 11:59 - Ultimo aggiornamento: 15:33

Un tentato suicidio o un gesto dimostrativo. Pietro Morreale, il fidanzato 19enne di Roberta Siragusa, la 17enne uccisa a Caccamo (Palermo) e gettata in un burrone, ha cercato di dare fuoco alla sua cella con un mozzicone di sigaretta e un rotolo di carta igienica. Il giovane è controllato 24 ore su 24 e gli agenti sono intervenuti subito: all'interno della cella non c'è nulla che potesse prendere fuoco, quindi l'ipotesi del tentato suicidio solleva dei dubbi e potrebbe essersi trattato solo di un gesto dimostrativo.

È successo due giorni fa, dopo che è stato trasferito da Termini Imerese al carcere palermitano Lorusso di Pagliarelli, ma la notizia è emersa soltanto oggi. In queste ore mentre si stanno celebrando i funerali, proseguono le indagini dei carabinieri coordinati dalla procura di Termini Imerese. Il racconto di Morreale ai carabinieri e cioè che Roberta si sia uccisa dandosi fuoco, sarebbe smentito da tantissimi indizi raccolti dai Ris. Sarebbero state infatti trovate tracce di sangue nella sua Fiat Punto. 

 

Morreale detenuto a Termini Imerese. Ieri l'autopsia su Roberta

Morreale è detenuto nel carcere 'Burrafato' di Termini Imerese (Palermo) dove è stato trasferito dopo il fermo emesso dalla Procura termitana guidata da Ambrogio Cartosio. Il giovane si è avvalso davanti al gip della facoltà di non rispondere, limitandosi a dire soltanto «Non l'ho uccisa io». Ma il gip e la Procura parlano di «gravi indizi» a suo carico. La ragazza aveva sul corpo molte bruciature. La gip ha parlato nell'ordinanza di custodia cautelare di «immagini sconvolgenti» della ragazza morta.

Intanto emergono nuovi particolari dall'autopsia, esame che dovrà stabilire l'ora della morte e soprattutto come è morta la ragazza. Roberta non sarebbe stata strangolata visto non ci sono segni evidenti sul collo. La ragazza potrebbe tuttavia essere morta per asfissia; il medico legale ha scritto infatti che la vittima aveva la lingua protrusa. Asfissia provocata dal fumo e dalle fiamme. Secondo la ricostruzione dei periti la giovane sarebbe stata colpita, stordita e poi data alla fiamme, forse mentre era ancora viva. Una ferita al volto sarebbe stata provocata da un colpo o da una caduta.

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