«Non farò il vaccino, non mi fido»: prof di infermieristica ricoverato in rianimazione per Covid

Venerdì 2 Aprile 2021
«Non farò il vaccino, non mi fido»: prof di infermieristica ricoverato in rianimazione per Covid

«Non farò il vaccino, non mi fido», e poi finisce in rianimazione. Una storia terribile quella di Filippo Festini, fiorentino, professore associato di infermieristica all'Università di Firenze, convinto che il vaccino Pfizer non fosse sicuro e che contro di esso si era schierato con forza, suscitando dure reazioni dalla task force anti Covid dello stesso ateneo. Come racconta il quotidiano La Nazione, Festini, contagiato dal Covid, si trova ora in rianimazione all'ospedale di Careggi. La sua vita è appesa al macchinario Ecmo, che consente di supplire alla funzione polmonare con una procedura di circolazione extracorporea come supporto all'insufficienza respiratoria causata dal virus.

 

Leggi anche > Covid in Italia, Rt scende a 0,98. Ma terapie intensive oltre la soglia critica

 

Festini è stato sindacalista, aveva anche tentato la strada di candidarsi alla presidenza dell'Ordine degli infermieri. Aveva già cominciato da tempo a fare attività di ricerca e didattica all'ospedale pediatrico Meyer, dov'era stato a lungo impiegato. Poi l'università, la docenza. E all'indomani del Vaccine day del 27 dicembre un lungo post su Facebook che aveva scosso l'opinione pubblica e l'Università di Firenze. «Io non mi vaccinerò per due motivi - aveva scritto sulla sua bacheca - Avendo insegnato metodologia della ricerca, so che 7 mesi per sperimentare un qualsiasi medicamento non sono sufficienti a garantire che esso non abbia effetti avversi o indesiderati nel medio e lungo termine».

 

«Inoltre nell'inverno 1995-96 ho fatto il vaccino antinfluenzale e dopo poco ho cominciato ad avere episodi di vertigini improvvise fortissime con nausea e vomito, durate per oltre sei mesi. Ad almeno quattro altri operatori sanitari nel mio ospedale è successa la stessa cosa. Da allora non ho più fatto vaccinazioni contro virus influenzali (e, per inciso, non ho mai preso l'influenza). Non voglio rischiare che si ripeta», aggiungeva nel suo post. Pur professando di non essere un negazionista, Festini aveva insistito che «in questa follia generale, l'unica cosa che nego è la presenza di spirito critico e di capacità di discernimento in un numero preoccupantemente alto di professionisti sanitari».

 

Insomma un no al vaccino che probabilmente gli avrebbe evitato questa sofferenza. Già prima del post con cui aveva sollevato tanto clamore, aveva preso posizione sui tamponi, sempre su Facebook, mettendo in guardia i genitori, sui rischi della procedura «per i bambini in quella fase dello sviluppo in cui sono oppositivi e non collaborativi nei confronti di qualsiasi procedura invasiva». Ora è una lotta tra lui e il virus. Dalla sua ha l'età e i sanitari che stanno combattendo con lui per tirarlo fuori dalla fase più difficile.

Ultimo aggiornamento: 19:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA