Dov'è Montecosaro, il paesino di Simone Scipioni vincitore di Masterchef

Venerdì 9 Marzo 2018
Dov'è Montecosaro, il paesino del vincitore di Masterchef

Settemila anime o poco più, al centro delle Marche: parliamo di Montecosaro, il paese in provincia di Macerata che ha dato i natali al vincitore di Masterchef Simone Scipioni. Nato nel 1996 a Civitanova, il 22enne studente universitario, che ha vinto 100mila euro e la pubblicazione di un libro di ricette, ha subito omaggiato il suo paese: «Mi faranno patrono, mi intitoleranno una via».

Montecosaro, detto Montecò in dialetto maceratese, fa parte de “I borghi più belli d’Italia” ed è popolato da 7.066 abitanti (censimento 2014), per una densità di 322 abitanti a km quadrato: il territorio è simile a un rettangolo ed è interessato dalla valle del fiume Chienti che, scorrendo nell'estremo meridionale, chiude la parte corta del "rettangolo" stesso e segna il confine tra le province di Macerata e quella di Fermo. Proseguendo verso nord la valle inizia a salire lievemente e si incontra Montecosaro Scalo. Oltrepassato l'abitato, il territorio torna a essere agricolo e a innalzarsi in colline fino ad arrivare all'altezza di 252 m s.l.m. dove si trova Montecosaro, denominato anche Montecosaro Alto.

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Infine le colline a nord del territorio si "tuffano" in una stretta valle che è quella del torrente Asola che segna il confine coi comuni di Potenza Picena e Montelupone e delinea l'altro lato stretto del "rettangolo comunale", quello settentrionale. A est Montecosaro confina con Civitanova Marche, a ovest con Morrovalle il quale all'incirca ripete specularmente la stessa morfologia. Montecosaro dista da Civitanova Marche 10 km, 21 da Macerata, 27 da Fermo e 45 da Ancona.

LA STORIA Il centro storico conserva l'aspetto tipico di Castello altomedievale con torri di difesa e d'avvistamento lungo le mura del ‘300, ancora ben leggibile l'impianto urbanistico risalente al ‘600. I primi documenti relativi all'insediamento risalgono al 936 e testimoniano lo sviluppo del nucleo urbano attorno alla Pieve di San Lorenzo. Punta avanzata e fortificata della Fermo Longobarda e poi della Marca Pontificia, fu insignito nel 1255 da Alessandro IV del titolo di: Monte fedele, per le sue prove di attaccamento alla Santa Sede.

“Il Cassero” punto più alto del paese, oggi parco urbano, un tempo imponente fortezza, nasconde anche nella nomenclatura origini, storia e natura ben diverse da quelle cui l'uso attuale l'ha destinato. Da qui, discendendo per la stradina verso la piazza, si incontra l'imponente e maestoso CAM il “Complesso Agostiniano Montecosaro”, oggi Palazzo Comunale. Entrando in piazza si incontra, la Chiesa Collegiata che nasce a metà Settecento, dalle ceneri dell'antica pieve di San Lorenzo, poi Santa Maria, dove è conservato il crocifisso ligneo, unico reperto che potrebbe testimoniare la presenza dell'antica pieve.

Oggi Montecosaro comprende due nuclei urbani, il centro storico in collina e Borgo Stazione, ricco di attività industriali e commerciali, dove si trova l'Abbazia: Santa Maria a Piè di Chienti o meglio conosciuta come la Chiesa dell'Annunziata, meta importante di percorsi religiosi. Costituisce uno degli esempi più tipici dell'architettura cluniacense nelle Marche ed in Italia. I primi dati storici certi risalgono all'anno 936 e le curiosità sulle leggende legate alla Chiesa sono più d'una.

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