Covid, le Regioni alpine al Governo: «Riaprire le piste da sci a Natale o sarà crisi». L'appello di Alberto Tomba

Lunedì 23 Novembre 2020
Covid, le Regioni alpine al Governo: «Riaprire le piste da sci a Natale o sarà crisi». L'appello di Alberto Tomba

In piena emergenza per la seconda ondata della pandemia di coronavirus, il dibattito di questi giorni si sposta sul Natale, sulle feste natalizie e soprattutto sul turismo invernale, in particolare riguardo gli impianti da sci. Gli assessori regionali delle Regioni Alpine hanno scritto un comunicato congiunto per chiedere al Governo di modificare le norme, invocando la riapertura per le festività natalizie per evitare la crisi dell'intero sistema.

 

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«Alla luce delle notizie riguardanti le misure che il governo intende adottare nel prossimo Dpcm, secondo le quali si esclude la possibilità di aprire gli impianti a fune per le festività natalizie, gli assessori delle regioni alpine chiedono al governo di rivedere questa scelta che metterebbe in crisi un intero sistema, che porta un notevole indotto economico, lavorativo e sociale per l'intero Paese», chiedono Martina Cambiaghi (assessore allo Sport e Giovani della Regione Lombardia), Daniel Alfreider (vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (vicepresidente della Regione Val d'Aosta), Sergio Bini (assessore al Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia), Federico Caner (assessore al Turismo della Regione Veneto), Roberto Failoni (assessore al Turismo della Provincia Autonoma di Trento) e Fabrizio Ricca (assessore allo Sport della Regione Piemonte).

 

 

ZAIA E CIRIO: PRONTE LE LINEE GUIDA PER RIAPRIRE I Governatori di Veneto e Piemonte, Luca Zaia e Alberto Cirio, sono intervenuti questa mattina sullo stesso argomento: «Con i presidenti delle Regioni, oggi in videoconferenza, abbiamo deciso di approvare le linee guida delle piste da sci», ha detto Zaia. «Abbiamo voluto approvare le linee guida per l'apertura delle piste di sci» ha detto parlando del confronto avuto stamane con i Governatori su questo tema. «Non vuol dire che abbiamo segnato un gol - spiega - diciamo che in via preventiva troviamo assurdo non 'preparare a magazzino' le linee guida, perchè semmai decidessero di aprire noi comunque le abbiamo fatte».

 

Per lo sci invernale «possiamo trovare un punto di equilibrio, come stanno facendo in altri paesi. È uno sport e lo si può praticare in sicurezza. Si potrebbe consentire l'attività sciistica, lasciando chiusi bar e ristoranti. È una strada che dobbiamo percorrere insieme al Governo», le parole del Governatore piemontese Cirio, a Rai News24. «Come sempre, - dice - bisogna cercare soluzioni di buon senso, verificare se esiste la possibilità di permettere alle attività sciistiche di funzionare pur nel rispetto, prioritario, delle condizioni di salute».

 

«Il turismo invernale - ha spiegato Cirio - è un pezzo fondamentale dell'economia del Piemonte, i gestori degli impianti e i ristoratori nelle vacanze di Natale realizzano metà del loro fatturato annuale. Tutti vogliamo vivere il Natale, ma se pensiamo di viverlo come l'estate sbagliamo di grosso: una terza ondata e un terzo lockdown non possiamo permettercelo». «È evidente - ha concluso Cirio - che se non verrà data la possibilità di riaprire, dovranno essere corrisposti ristori certi e adeguati alle imprese e alle persone danneggiate».

 

 

ALBERTO TOMBA: "SU SCI NON C'E' PROBLEMA DISTANZIAMENTO" Nel dibattito si è inserito addirittura l'ex campione di sci Alberto Tomba. «Lo sci è per eccellenza sport all'aperto ed individuale: in più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non »è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso. E sciando neppure c'è un problema di distanziamento«. Suona come un appello alla riapertura degli impianti - tema al centro del dibattito in ambito covid, con gli operatori del settore che si oppongono alla chiusura voluta dal governo - quello del più famoso campione azzurro dello sci, secondo il quale »le piste dovrebbero dunque essere aperte, anche se ci sono ovviamente degli accorgimenti da prendere«.

 

»Per gli impianti non vedo però problemi particolari: dove c'è un seggiovia a due o tre posti si va da soli, se «è da cinque si va in tre. E si possono benissimo diminuire e segnare anche i posti sulle cabinovie: non c'è dunque problema a mantenere il distanziamento sugli impianti», aggiunge Tomba dalla casa di famiglia di Castel de britti. «Il problema è, semmai quello dell'opres ski e dei rifugi dove si va a bere e mangiare qualcosa dopo una sciata - spiega poi il bolognese - ma anche in questo caso, come avviene nei ristoranti, si può limitare gli accessi, con mascherina e distanziamento obbligatori».

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