Minacce choc e umiliazioni a scuola, 13enne tormentato dai bulli: «Ti daremo fuoco». Ora rischiano pure i genitori

Genitori sarebbero colpevoli di non aver vigilato adeguatamente sul comportamento dei loro figli 12enni

Minacce choc e umiliazioni, 13enne tormentato dai bulli: «Ti daremo fuoco». Ora rischiano pure i genitori
Minacce choc e umiliazioni, 13enne tormentato dai bulli: «Ti daremo fuoco». Ora rischiano pure i genitori
di redazione web
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 1 Marzo 2023, 12:14 - Ultimo aggiornamento: 2 Marzo, 18:06

«Ti diamo fuoco». Minacce choc a un ragazzino di 13 anni di Maniago (Pordenone). I compagni lo hanno attaccato prima a scuola, con umiliazioni come abbassare i pantaloni davanti a tutti e lesioni, poi, sui social. Tanto che l'istituto si è attivato per cercare una soluzione, coinvolgendo tanto i bulli quanto la vittima e le rispettive famiglie, riporta Il Gazzettino. E adesso i genitori dei bulli rischiano ripercussioni.

GfVip, Luca Onestini attacca nuovamente gli autori del programma: cosa vede sul tweet

Il 13enne vittima di bullismo

La scuola è un istituto di istruzione secondaria superiore di primo grado della provincia di Pordenone. A denunciare la vicenda era stata la mamma del 13enne vittima di bullismo. «Le vessazioni sono iniziate già due anni fa - ha denunciato la donna in un accorato post sui social network, proprio rispondendo a quanti avevano segnalato gli episodi accaduti in altre realtà durante il weekend -: ci furono calci e pugni conditi da insulti.

Speravamo che la situazione migliorasse e, invece, ci risiamo: atti intimidatori ma anche violenza fisica e psicologica, come abbassargli i pantaloni in pubblico per denigrarlo e umiliarlo e ancora insulti di ogni tipo con frasi irripetibili che ci si stupirebbe a immaginare sulla bocca di adolescenti. Il tutto con azioni in cui si ritrovano anche dieci contro uno».

In chat i messaggi più terribili

«In chat ci sono i messaggi più terribili - confessa la mamma -: questi ragazzini minacciano di dargli fuoco». Soprattutto se si rivolgesse a genitori o insegnanti per cercare aiuto rispetto alle minacce cui deve far fronte. «Fino ad ora ho sempre preferito attendere, nella speranza che la questione rientrasse», ha confidato la donna. Da segnalare che la vicenda potrebbe avere degli strascichi anche sotto il profilo della responsabilità penale, anche a carico di genitori colpevoli di non aver vigilato adeguatamente sul comportamento dei loro figli 12enni, non imputabili.

© RIPRODUZIONE RISERVATA