PADOVA
UNIVERSITÀ OFFESA
DALLA SPAZZATURA
“Il passato è

PADOVA
UNIVERSITÀ OFFESA
DALLA SPAZZATURA
“Il passato è sempre nostro debitore”, osserva Max Scheler, e il presente, in cui il passato si compie come futuro, “indica solo quali erano le inadempiute possibilità della storia”. E la storia, nel caso dell'Ateneo patavino, vanta un passato assai lontano: 1222, come rende testimonianza una lettera di Guglielmo Guascone a Pietro Spagnuolo elogiante i vantaggi trovati nella città antenorea. I primi insediamenti dell'Università erano stati nelle contrade di S. Biagio, della Ca' di Dio, del Santo: qui, alla fine del ‘400, nell'Hospitium Bovis o albergo del Bo, esistente dalla metà del ‘300 al 1493. L'insegna del Bo (bue) derivava dalla vicina contrada delle beccherie (macellerie). Restano a testimonianza la torre carrarese, l‘edificio cinquecentesco sui via 8 Febbraio, la facciata del palazzo Capodivacca su via S. Francesco. L'ala settentrionale su via C. Battisti e l'ala orientale di riviera dei Ponti Romani vennero compiute nel 1922 dall'arch. Fondelli, ma la sistemazione attuale dell'intero complesso è merito del rettore Carlo Anti e si concluse nel 1943. Un complesso monumentale quindi di grande rilevanza storico-artistica; eppure, nel caso che c'interessa, ci tocca prendere atto d'una dissidenza, che non possiamo ritenere casuale rispetto ai repertori in cui s'assestano e si definiscono la storia gloriosa dell'Università. Eccone le ragioni. Chi percorre anche frettolosamente Riviera dei Ponti Romani non può non osservare che sul marciapiedi dell'ala orientale del palazzo universitario, proprio di fronte alla libreria Feltrinelli, vi dimora stabilmente, come un plotoncino di soldati in parata, una teoria infinita di cassonetti della spazzatura, spesso visitati da povera gente in cerca di cibo. Evidenziare la ferita profonda del complesso architettonico su cui venne accumulando uno spessore di memorie le quali concorsero a misurare la straordinaria ricchezza di Padova civile è inevitabile. Spero vivamente che da parte del Comune o dell'Aps non ci sia la tentazione di trasgredire tutto: anche le cose di buon senso. S'affretti il dinamicissimo Sindaco a ispezionare il sito della vergogna e lo sconcio che avrà l'agio di vedere e provveda a dar disposizioni a chi di dovere per togliere l'accumularsi ingombrante dei cassonetti e sanare l'amputazione d'una parte della facciata dell'Università di Riviera dei ponti Romani.
Girolamo Zampieri

già direttore dei musei civici di Padova
IMMIGRAZIONE
A ROMA DI DISCUTE,
SAGUNTO ESPUGNATA
L'attuale problema dell'immigrazione nel nostro paese è sempre più dibattuto sui media ma, a mio avviso, senza che sia focalizzato uno degli aspetti importanti del fenomeno.
E' già da diversi anni che gli esperti avevano annunciato i rischi derivanti dal forte squilibrio di risorse economiche tra i pochi paesi industrializzati ed il resto del mondo. Sapevamo anche che prima o poi, in assenza di un idoneo intervento di aiuti di sviluppo economico pianificato nel tempo, la fame e le condizioni di vita disumane avrebbero finito per innescare il fenomeno degli esodi verso terre e paesi più ricchi come l'Europa. Oltre a questo, sappiamo che la spinta al fenomeno dell'immigrazione dai paesi dell'Africa e Medio-Oriente verso l'Europa è data anche dalla mancanza di controllo dei governi locali, troppo deboli e non del tutto legali, che sono nati dopo la deposizione dei dittatori ad opera degli occidentali. La moltitudine di esseri disperati, sempre più numerosa, che si ammassa sulla costa africana è guidata e sfruttata da organizzazioni criminali non ancora ben individuate e dietro alle quali non sappiamo ancora chi si nasconda. In altre parole, è poco credibile che tale fenomeno sia nato del tutto spontaneamente, penso piuttosto ad un disegno molto più ampio di chi vuole, attraverso un esodo biblico, invadere e annientare l'Europa in una guerra che usa come armi non convenzionali uomini, donne e bambini in preda alla disperazione e mossi dal miraggio di una vita migliore. Proprio allo stesso modo dei Kamikaze imbottiti di esplosivo che in medio oriente vengono mandati al sacrificio per un promesso paradiso. Mi chiedo se anche in questo caso ci sia una matrice islamica di cui l'Isis rappresenta solo una faccia della stessa medaglia. Oggi l'Europa è diffidente verso Roma che accetta facilmente senza alcuna distinzione tutti i migranti che arrivano, con spirito caritatevole da un lato e dall'altro lato cerca di lucrarvi sopra attraverso le cooperative, che sappiamo essere sotto inchiesta. Ma mentre questa stessa Europa resta immobile e perde tempo a discutere delle quote di migranti da accogliere nei rispettivi paesi dell'Unione, avanza la minaccia di essere in un vicino futuro cancellata come civiltà progredita ed identità europea con la sua storia: “Dum romae consulitur, saguntum expugnatur”. (Tito Livio, storie, xxi,7. Trad: mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata).
Bruno Del Forno

Martedì 30 Giugno 2015, 05:59 - Ultimo aggiornamento: 30-11--0001 00:00

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