Nicolò Zenga a Domenica Live, la verità di un amico del padre: «Sono qui perché ho parlato con Walter, ho detto una bugia»

Domenica 17 Gennaio 2021 di Valeria Arnaldi
Walter Zenga

Biagio D’Anelli, amico di Walter Zenga, intervenuto nei giorni scorsi a difesa dello sportivo attaccato dai figli, si scusa a Domenica Live: «Ho detto una grande bugia, devo chiedere scusa: la scorsa volta ho dichiarato che ho interagito con gente vicina Walter ma è una grande bufala perché ho interagito direttamente con Walter, siamo amici».

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Nicolò Zenga, figlio di Walter, e fratello di Andrea concorrente al Grande Fratello Vip, è stupito. E ferito. Avrebbe preferito che il padre non intervenisse «per interposta persona». Al suo fianco, la tata che ha cresciuto lui e il fratello per alcuni anni: «Mi sono risentita quando hanno detto che questi ragazzi stanno recitando un copione, perché è la loro vita, stanno raccontando la loro verità».

 

Biagio D’Anelli dichiara di aver deciso spontaneamente di intervenire e di aver parlato, però, con Walter Zenga. Ha quindi la sua autorizzazione e molto altro. Proprio dallo sportivo, infatti, verrebbero le prove contenute nella “busta gialla” inviata in trasmissione.

 

Barbara D’Urso la apre e mostra alcune foto di Zenga con i figli, in vari momenti della vita. Biagio D’Anelli rilancia: «Esiste anche un diario, in cui la tata ha raccontato la vita quotidiana della famiglia e non attaccava Walter Zenga».

 

Nicolò Zenga interviene: «Mi dispiace che si parli di guerra», in merito ai rapporti di famiglia. Quelle foto, però, secondo lui non cambiano nulla. Non nega di aver trascorso tempo con il padre ma spiega: «Le foto raccontano fino a un certo punto». Una l'aveva pubblicata lui stesso su Instagram, salvo poi rimuoverla.

 

Nicolò spiega: «L’ho cancellata dopo aver scoperto che papà mi aveva bloccato su Instagram». La questione si complica, tra ricordi e attacchi. Biagio D’Anelli rivela che Walter Zenga avrebbe bloccato il figlio dopo aver scoperto che stava scrivendo un libro contro di lui. In quell’occasione, dopo aver letto una parte del testo, Walter Zenga avrebbe provato a chiamare il figlio. Inutilmente. E sottolinea: «Ti ha cercato più volte, ha telefonato sette volte, non hai mai risposto».

 

Nicolò Zenga replica: «L’ho fatto perché non mi aveva chiamato per i miei trent’anni e per me i trent'anni sono un compleanno importante». Nessuna soluzione in vista, la questione rimane aperta e “calda”. Nicolò Zenga sottolinea: «Nei momenti cruciali della mia vita mio padre non c'era», conclude

 

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