Selvaggia Lucarelli, frecciata social a Fedez e Chiara Ferragni: «Sono intoccabili, vi spiego perché»

La giornalista torna a parlare dell'episodio degli audio di Fedez dallo psicologo e ai suoi follower spiega il perché lui e sua moglie, Chiara Ferragni, siano intoccabili

Selvaggia Lucarelli all'attacco dei Ferragnez: «Sono intoccabili, vi spiego perché»
Selvaggia Lucarelli all'attacco dei Ferragnez: «Sono intoccabili, vi spiego perché»
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Giovedì 16 Giugno 2022, 15:17

Selvaggia Lucarelli ha ormai un conto aperto con i Ferragnez. La giornalista si è spesso scagliata contro la coppia che, a detta sua, avrebbero impostato la loro vita in funzione dei social. E così l'ultima trovata di Fedez di condividere con i suoi follower gli audio dallo psicologo, ha portato la giornalista a esplodere tacciando il cantante di narcisismo ed esibizionismo. Ma non è finita qui. La Lucarelli torna a parlare di Fedez e della moglie Chiara Ferragni, spiegando il perché siano «intoccabili».

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Nel rispondere alle domande dei follower nelle sue Instagram Stories, la giornalista 47enne spiega perché, a suo parere, i Ferragnez siano «intoccabili» e godano di rapporti speciali quasi da privilegiati, con i media. 

PERCHÉ SONO INTOCCABILI

La Lucarelli ritiene che i Ferragnez siano intoccabili per diverse ragioni. «Primo (semplice) per il loro peso mediatico e tutto quello che ne deriva in termini di buoni rapporti di convenienza per la stampa, tv, politica, business, etc. - scrive Selvaggia Lucarelli -. Secondo perché questo ha portato a una (quasi) totale assenza di analisi critica della loro comunicazione. Terzo perché ogni volta che ci si pone in maniera critica nel loro confronti (o nei confronti di uno di loro due) si alzano montagne di insulti, segnalazioni e ostilità dei loro fan, talvolta più o meno istigati dai loro beniamini».

«Poi arrivano quelli che si accodano alla discussione per autopromozione - prosegue Selvaggia Lucarelli -. Oppure arriva una risposta scomposta di Fedez, che non regge il dissenso nonostante sia pulviscolo in mezzo a tanto assenso».

La Lucarelli conclude: «Questo spaventa e silenzia molte persone che avrebbero molto da dire. Il caso dell’audio è paradigmatico: finché non ho sollevato la questione, quasi tutti gli psicologi (e non solo) che poi si sono esposti se ne erano stati zitti. Ci sarebbe anche altro da dire, ma ho finito lo spazio».

E, in effetti, lo spazio della storia era proprio concluso. Ma Selvaggia Lucarelli ha proseguito il discorso nelle storie successive. Le sue parole hanno indubbiamente alzato un grande polverone e così la Lucarelli, tempestata di domande ha tagliato corto: «Non posso più rispondere alle questioni sollevate dalla faccenda Fedez, per cui liquido qui velocemente alcune delle cose che mi avete chiesto: 1) ognuno è libero di gestire social e contenuti così come ognuno è libero di esercitare il suo senso critico su come li gestiscono. 2) No, non sono fatti loro. I fatti nostri sono quello che ci teniamo per noi, quello che condividiamo lo condividiamo perché susciti reazioni. E non possiamo decidere quali reazioni. 3) A chi mi dice giudichi, sei ossessionata dai Ferragnez blabla, io sto scrivendo articoli in qualità di giornalista, sto lavorando, pagata. Voi state giudicando me, osessionati da me, sui social, gratis. E non posso rispondere a tutti quelli che stanno provando a tirarmi dentro a discussioni idiote, abbiate pazienza. 4) trovo che nel caos solito si sia sviluppata una discussione interessante sul ruolo della psicoterapia anche all'interno della categoria psicologi, e a me interessa sopratutto quest'ultima parte. Chi fa il giornalista, alla fine, si interessa di questo: di cosa nasce da una discussione. Ecco, mi pare che il neonato sia stimolante. E questo, qualunque cosa si pensi».

Infine, l'ultima precisazione. La più importante. Da dove nasce l'interpretazione della vicenda di fedez e dei Ferragnez da parte di Selvaggia Lucarelli. «Ah, mi sono dimenticata una cosa importante. La mia interpretazione di ciò che si comunica sul web e sul perché lo si fa nasce da esperienza personale (sono a mia volta una comunicatrice social e dai primi giorni) e professionale (mi occupo di questo sui giornali e siti da 20 anni quasi) - spiega la Lucarelli -. Quindi abbiate pazienza, ma credo di essere un po' più sgamata della maggior parte di voi. So cosa costa in termini di tempo, pressioni e energie stare dietro a un profilo che non si nutre di mia quotidinaità 24 ore su 24, immagino molto bene quanto possa diventare poco genuino e alla lunga velenoso vivere la propria vita la maggior parte del tempo in funzione di quello che si condividerà e pubblicherà, minori compresi. Alla fine anche la percezione dei confini del "troppo" salta in aria. E si vive in una realtà alterata, alla black mirror, in cui inevitabilmente succede di fare cose neppure giuste o sbagliate, ma stranianti. Qualcuno direbbe disturbanti. Qualcuno cringe. Ecco, il vero punto di non ritorno è quando si sfonda la barriera del cringe».

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