Mental coach, sempre più vip ne hanno uno. «Da Madonna a Lady Gaga, ecco cosa chiedono»

Mental coach, sempre più vip ne hanno uno. «Da Madonna a Lady Gaga, ecco cosa chiedono»
Mental coach, sempre più vip ne hanno uno. «Da Madonna a Lady Gaga, ecco cosa chiedono»
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Mercoledì 8 Giugno 2022, 16:29

Sono sempre di più i vip, gli sportivi, gli uomini d'affari e i politici che si affidano ai mental coach. Ma chi sono gli allenatori della mente, da non confondere con gli psicologi o i life coach anche se apparentemente le professioni potrebbero sembrare simili?  In realtà i ruoli sono completamente diversi. Chi si rivolge ad un coach non ha problematiche o disagi ma è un cliente che deve raggiungere obiettivi specifici: personali, lavorativi, sportivi. E per ottenere il massimo dei risultati conta anche l’aspetto mentale che, ad altissimi livelli, può fare la differenza.

Come spiega Paolo Bran Veneziani, Life e Mental coach con esperienza ventennale, sono sempre di più i professionisti che si affidano a questo tipo di figura. "Da Oprah Winfrey che ha ammesso in prima persona di dovere il suo successo proprio a questa tipologia di supporto ad artiste come Adele, Cher, Jennifer Lopez, Madonna, Lady Gaga, Elton John, George Michael e molti altri. Nel mondo del cinema Ben Affleck, Hugh Jackman, Jude Law, Forest Whitaker, Tom Hanks e sua moglie Rita Wilson. Nel mondo della moda spicca uno dei più grandi stilisti italiani, Gianni Versace o in politica abbiamo Barack Obama che già prima del suo mandato presidenziale, quando era Senatore dell’Illinois, si è avvalso delle competenze del Coaching. Il mondo dello sport non è da meno, Serena Williams ma anche molti sportivi italiani come Marcell Jacobs o Matteo Berrettini si fanno affiancare da live e mental coach oltre ovviamente dai coach di preparazione atletica”.

Per diventare mental coach «innanzitutto bisogna essere professionisti autorizzati, con una formazione specifica e qualificata. Importante avere una laurea in scienze umanistiche e possibilmente in psicologia oltre ad una formazione adeguata, almeno triennale nel Coaching e grandi capacità interpersonali, comunicative e di giudizio. Il coaching aiuta a focalizzare i giusti obiettivi, a gestire le emozioni. Ad esempio, spesso mi occupo di chi soffre di insicurezza, insoddisfazione o mancanza di autostima ma anche di chi ha paura. Nel caso di alcuni cantanti, ad esempio, li aiuto ad affrontare l’ansia del pubblico e delle grandi folle di fans che riempiono i loro concerti, dandogli il coraggio per affrontare le cose attraverso una serie di esercizi specifici». 

«Nel mio lavoro utilizzo il protocollo psicologico di Carl Roger ma anche la mindfulness, la programmazione neuro linguistica, la terapia Gestalt, oltre ad altre tecniche ed esercizi, soprattutto di stampo motivazionale.
In poche parole, nel mio approccio, trasformo i limiti personali, le paure e le insicurezze in punti di forza capaci di apportare una reale, positiva trasformazione, una maggiore determinazione e una rinnovata autostima che poi si riflettono sia in ambito professionale e personale. È molto importante sottolineare e sfatare un falso mito e un’errata credenza, ahimè molto radicata anche in Italia. Un Life e Mental coach correttamente formato e professionalmente specializzato non cercherà mai e poi mai di cambiare radicalmente la visione, il carattere o peggio, stravolgere la vita del proprio assistito. Tutt’altro! Un buon consulente di Coaching, spinge alla trasformazione utilizzando proprio la vita e le esperienze del proprio assistito, senza intaccarne le fondamenta».

Quanto alle differenze tra life coach e mental coach: «Il confine non è poi tanto netto perché entrambe le specialità vanno ad agire per poter raggiungere gli obiettivi; se il life coach agisce più in generale il mental coach può essere considerato quasi come uno “specialista». «Tra le cantanti meno esigenti troviamo di certo Cher e Lady Gaga. Cher non ha molte esigenze, si accontenta di avere la sua camera d’hotel comunicante con quella del suo medico personale. Accontentare Lady Gaga, invece, è anche molto semplice. Le basta trovare in camera una grande vassoio con molte differenti tipologie di tee e cannucce lunghe per non rovinare il rossetto». 

Insomma, l’allenatore della mente è chiamato a lavorare su moltissimi ambiti della sfera psicologica ed emotiva. «Diverso discorso va fatto per Jennifer Lopez che pretende che la sua suite sia completamente bianca, pareti, letto, eventuali tappeti e persino i quadri devono avere una cornice bianca e il ‘dipinto’ al loro interno dev’essere solo una tela bianca.  Madonna è forse la più difficile da accontentare. La super star mondiale infatti pretenderebbe, durante i tour mondiali, l’esatta riproduzione, ovviamente ridotta, sia nella sua suite che nel suo camerino, del grande salotto della sua casa a Lisbona. Meno pretese da parte di attori, attrici e presentatori che però, sono generalmente un po’ superstiziosi»

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