Daniela Bianchi, prima Bond girl, ha appena compiuto 80 anni nella Sirolo dei suoi genitori: «Ho lasciato il cinema, le passerelle e il successo per amore»

Domenica 6 Febbraio 2022 di Talita Frezzi
Daniela Bianchi, prima Bond girl, in un film

SIROLO - Daniela Bianchi, prima Bond girl italiana accanto all’intramontabile Sean Connery in “A 007, dalla Russia con amore”, ha scelto la Sirolo delle sue radici come buen retiro. Qui ha festeggiato 80 anni.


Signora Bianchi, un ritorno alle origini…
«Sono nata a Roma ma i miei genitori erano marchigiani, di Sirolo. Ho trascorso la vita tra Roma e Genova, dove mi sono trasferita quando ho sposato Alberto (Cameli, nel 1970, ndr.) ora sono tornata per stare accanto a mio figlio Filippo e al mio adorato nipotino, per il quale ho davvero perso la testa!».

 


Si sente ancora la prima Bond girl italiana? 
«È passato così tanto tempo! Ricordo che venni scelta dal regista Terence Young nel ’63 anche se ai provini parteciparono tantissime attrici e aspiranti tali. Il regista volle proprio me, perché disse che avevo una “faccia molto russa”. Infatti dovevo interpretare il ruolo della spia russa Tatiana Romanova». 


Il 31 gennaio scorso ha soffiato sulle sue 80 candeline, qualche momento di nostalgia?
«Ho lavorato moltissimo, per quasi dieci anni vorticosamente, partecipando a venti film ed è stato un continuo mettersi alla prova, anche fisicamente. Un’esperienza positiva, trascinante, bella che mi ha permesso di viaggiare e di fare cose che una ragazza all’epoca 18enne non avrebbe potuto fare. Ma sono serena, ogni mia scelta è stata fatta in modo ponderato». 


Come mai ha deciso di lasciare tutto all’apice della carriera? 
«È stata una scelta di cuore. Ho incontrato mio marito Alberto, ci conoscevamo da 5 anni, lui era un armatore di Genova. Eravamo sempre in giro per il mondo, quindi era difficilissimo vedersi. Uno dei due doveva mollare e lo feci io, senza rimpianti. Nel 1970 ci siamo sposati, mi sono trasferita a Genova e con lui ho vissuto felicemente per 50 anni. L’unico rimpianto è che mi abbia lasciata tre anni fa e non abbia potuto vedere il nostro nipotino che porta il suo nome».


Ora con la maturità di una (splendida) nonna, guardando alla sua vita si sente felice?
«Se avessi ancora accanto mio marito sarei felice completamente, ho avuto tante belle cose, sono stata fortunata. Diciamo che sono serena. Se anche il mio Alberto fosse qui, sarebbe tutto perfetto».


Il cinema non è stato comunque il primo amore…?
«In effetti no, al cinema sono arrivata dopo altre esperienze. Il primo amore era la danza classica, ho iniziato da ragazzina alla prestigiosa “Accademia della Danza Ruskaja”, a Roma. La amavo, ma ero troppo alta per la danza classica. Così ho lasciato. L’altezza, che mi penalizzò nella danza, fu invece un requisito fondamentale per iniziare a lavorare come indossatrice». 


È stata anche la modella di Valentino? 
«Ero un’indossatrice volante, lavoravo cioè per alcuni sarti emergenti. Tra questi, sì, c’era proprio Valentino. Con lui andammo in Russia: era il debutto della moda italiana emergente in Russia e all’epoca la moda italiana era Valentino». 


Una bella pagina della sua vita è quella dei concorsi di bellezza… 
«È stato una vita fa… Il più importante Miss Universo (1960) a Miami e in cui, rappresentando l’Italia, arrivai seconda. Ma portai a casa anche la fascia di Miss Fotogenica premiata dalla stampa».

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