Gaia Nanni, vandalizzata l'auto dell'attrice dopo il post sull'aborto. «Bastarda, hai ucciso una vita»

Aborto, dopo il post su Fb l'auto dell'attrice vandalizzata. Insulti sul web: «Muori bastarda, hai ucciso una vita»
Aborto, dopo il post su Fb l'auto dell'attrice vandalizzata. Insulti sul web: «Muori bastarda, hai ucciso una vita»
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Mercoledì 29 Giugno 2022, 10:24

Solo due giorni prima, aveva rivelato in un post di essere ricorsa all'aborto nonostante, in una città come Firenze, avesse trovato sulla propria strada un numero cospicuo di obiettori. Poi, per l'attrice Gaia Nanni, c'è stata l'amara sorpresa: insulti e minacce sui social e perfino l'auto vandalizzata.

Lo rivela la stessa attrice fiorentina, in un nuovo post su Facebook: «Oggi ho trovato la mia macchina cosparsa di immondizia e improvvisamente ho capito che davvero in Italia di alcune cose non si può parlare. Ho sopravvalutato il mio paese che quando giudica i vicini oltreoceano pare Pinco ma che alla fine resta un feudo medievale. Si tutela l'embrione e si augura la morte a quella che lo porta in grembo se non si comporta secondo i dettami stabiliti».

Il post che Gaia Nanni ha pubblicato domenica scorsa ha suscitato le reazioni più variegate. Tante donne si sono immedesimate in lei, avendo vissuto la stessa identica situazione, ma tante altre le hanno mandato messaggi pieni di insulti e minacce. «Muori bastarda, hai ucciso una vita», uno tra i vari messaggi che l'attrice ha scelto di citare nel post. E ancora: «Scopa di meno!» e «Esistono gli anticoncezionali, pecora!».
«Mi hanno scritto centinaia di donne in lacrime - scrive ancora Gaia Nanni - chi ha dovuto salutare un figlio perché incompatibile con la vita, chi non poteva portarlo avanti perché con una spirale inserita, chi in menopausa da un anno che 'avevo tre figli, non sapevo come fare', chi non ha neanche avuto il coraggio di dirmi perché».

Tuttavia, ha concluso Gaia Nanni «la stragrande maggioranza dei commenti violenti sono stati fatti da donne. Ho dovuto dire a mia madre di non leggerli».
Solidarietà all'attrice è arrivata dal presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo. «Di fronte a questo schifo non posso e non voglio tacere - commenta Mazzeo .- A Gaia, a tutte le donne e a tutte le persone che hanno il coraggio di parlare, di denunciare, di rivendicare diritti va la mia e la nostra vicinanza, la nostra solidarietà, il nostro affetto. Siamo e saremo sempre dalla loro parte e dalla parte di tutte e tutti coloro che danno voce a chi non ha voce».

Anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha voluto esprimere la propria vicinanza a Gaia Nanni: «Ti conosco da tanti anni. La tua testimonianza sull’esperienza dolorosa e difficile dell’aborto mi ha colpito molto. Questo clima di odio e di disprezzo ci fa capire quanta strada dobbiamo ancora fare insieme per i diritti, per la dignità delle donne, per il rispetto dell’altro. Cara Gaia, non sei sola, ricordalo! Ti voglio bene».
Solidarietà anche da Monia Monni, assessora regionale della Toscana: «Ti ho letta e ho pensato "porca zozza, me la fanno a pezzi la Nanni". Ti ho pure immaginata mentre scrivevi, fin troppo asciutta per il tuo stile, con un'urgenza incompatibile con quell'agitazione che ti si muove dentro, come a levarsi un peso, come qualcosa che devi fare per forza. Ti ho immaginata con tutto quel cuore che "venite c'è posto", con la generosità di chi non ci pensa e ci mette quello che ha, perché se il dolore ha una faccia forse è più difficile ignorarlo. Ho anche pensato che tante ti sarebbero state grate, ma che poi ci sarebbero stati anche quelli, quelli lì, sempre pronti con il loro ditino puntato, con quella cattiveria che non aspetta altro che sfogarsi e che diventa ferocia quando l'obiettivo è una donna, peggio ancora se è bella, perchè allora è proprio imperdonabile. E te sei bella come poche Nanni, ma che ne possono sapere loro di quanto sei bella te, loro che la bellezza la vorrebbero solo avvilire, punire, cancellare. Sei bella, coraggiosa e perfino intelligente... la macchina l'è il meno. Quando vedrai accatastare legna e incendiarla sotto casa tua chiamami! Son tempi bui, teniamoci strette. Un abbraccio».

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