Danni per il conflitto in Ucraina, in arrivo un fondo di 50 milioni in soccorso delle imprese marchigiane

Danni per il conflitto in Ucraina, in arrivo un fondo di 50 milioni in soccorso delle imprese marchigiane
Danni per il conflitto in Ucraina, in arrivo un fondo di 50 milioni in soccorso delle imprese marchigiane
di Mario Paci
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Martedì 29 Novembre 2022, 03:55 - Ultimo aggiornamento: 10:30

FERMO Buone notizia in arrivo da Bruxelles per le imprese marchigiane e in particolare per quelle fermane del distretto calzaturiero che più hanno sofferto la contrazione delle esportazioni a seguito del conflitto bellico in Ucraina che ha sostanzialmente chiuso i mercati con la Russia e buona parte dell’est europeo. La Commissione europea, infatti, ha approvato un sostanzioso pacchetto di aiuti per l’Italia da 50 milioni di euro per sostenere le imprese marchigiane nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina. Il regime è stato approvato in quanto in linea con il quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato in caso di crisi. Il regime può essere cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).  

«La misura - spiega la Commissione europea - è riferita a tutte le imprese attive nelle Marche, indipendentemente dalle loro dimensioni e dall’attività svolta, con l’esclusione dei settori di istituti di credito e finanziari, dell’agricoltura primaria, della produzione di prodotti della pesca e dell’acquacoltura e della silvicoltura. Nell’ambito del regime, i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere importi limitati di aiuto sotto forma di sovvenzioni dirette». 


L’export


Pur di non recidere il legame con la Russia un mese fa settanta marchi italiani tra cui la gran parte provenienti dalle Marche hanno partecipato alla fiera Obuv di Mosca. I prodotti commercializzati nel corso dell’Obuv da parte delle aziende italiane non sono stati oggetto di sanzione. Lo sono solo le calzature della fascia lusso il cui valore Fob (acronimo della clausola di spedizione free on board) è superiore ai 300 euro al paio, tipologia esclusa appositamente dalle collezioni dei brand italiani in fiera. Gli ordini sono stati poi finalizzati e pagati utilizzando canali bancari non sanzionati. Questo a sottolineare come la presenza a Mosca degli imprenditori della calzatura e della pelletteria sia stata perfettamente regolare così come i loro successivi affari. Le sanzioni commerciali hanno creato difficoltà nel regolare flusso dei pagamenti dei buyer russi. Difficoltà che perdurano tuttora e restano il problema numero uno di chi fa affari con la Russia.

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