Torre San Patrizio, pestaggio choc:
nella baby gang ragazzini delle elementari

Giovedì 22 Agosto 2019 di Sonia Amaolo

TORRE SAN PATRIZIO - Procedono spedite le indagini sulla baby gang di Torre San Patrizio e si scopre che i tre minorenni che si erano scagliati contro un tredicenne finito al pronto soccorso, dopo essere stato preso a calci e pugni nello stomaco, sono bambini più che ragazzini. Dopo la denuncia-querela del genitore della vittima contro uno dei tre, l’unico che era stato identificato nell’immediato, ossia il più grande del trio, anche lui tredicenne come la vittima, gli investigatori sono arrivati a scoprire anche l’identità degli altri due attraverso alcuni controlli incrociati e testimonianze. La vera sorpresa è che si tratterebbe di bambini circa 10 anni. Ieri è partita anche la denuncia al tribunale per i minori di Ancona.
 
Ha suscitato grande clamore in paese il pestaggio dell’adolescente torrese martedì 13 agosto. Era sull’altalena con un amichetto, al parco giochi del centro storico, quando è stato avvicinato dai piccoli bulli, mancava un quarto alle undici di sera. E’ stato un episodio che ha scosso tutti nel piccolo Comune di provincia. Un fatto che preoccupa le famiglie perché non sarebbe isolato. Il più grande dei bulli, con sfrontatezza, aveva avuto l’ardire di avvicinarsi al padre della vittima, che era andato in soccorso del figlio, e gli aveva detto: «Cerchi me?», come raccontò in seguito il genitore. L’episodio era avvenuto mentre saliva in macchina con il figlio per portarlo all’ospedale. Dopo la querela ai carabinieri di Monte San Pietrangeli presentata la mattina del 14 agosto, il legale della parte offesa, Luca Pascucci del foro di Macerata, ha presentato ieri un’integrazione della denuncia alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del capoluogo regionale. Per il giovane picchiato il problema si ingigantisce di giorno in giorno, anziché ridursi. «Ha paura a uscire di casa – fa sapere l’avvocato – i genitori sono molto preoccupati perché il figlio è stato fortemente segnato da questa vicenda». E c’è di più, altri ragazzini avrebbero raccontato altre storie. Risulterebbero altri casi, episodi simili a quello della notte prima di Ferragosto, vittime altri adolescenti. Nuovi elementi emergono in queste ore e le indagini dovranno fare piena luce sulla vicenda perché le botte sarebbero state precedute da richieste di denaro, piccole cifre, pochi euro. Si potrebbe profilare un’altra ipotesi di reato ma, trattandosi di minori, s’indaga con passo felpato e guanti di velluto, mai calcare troppo la mano. Per ora si tratta di episodi da vagliare da parte degli inquirenti.

La fiducia nell’operato degli investigatori è massima, da parte dei genitori della vittima, e ci tengono a farlo sapere. La speranza è che si arrivi definitivamente a chiarire un caso che pesa per una piccola comunità. Ma non si può parlare di “caso torrese”. Il legale maceratese riferisce di aver seguito altri casi del genere in altri Comuni, uno di recente. In quest’ultimo, la procedura è avviata presso il tribunale per i minorenni di Ancona e «se ci sarà da integrare la denuncia, con nuovi elementi aggiuntivi, lo faremo» informa Pascucci. In situazioni del genere, quando il minore ha sotto i 14 anni, come il caso della baby gang in azione nove sere fa, c’è tutta una disciplina particolare. Gli under 14 non sono imputabili penalmente ma, se vengono riconosciuti socialmente pericolosi, possono essere previste particolari misure di sicurezza. Il riconoscimento di una determinata condotta comporterebbe anche una responsabilità da parte dei genitori. A Torre San Patrizio il caso è rimbalzato di bocca in bocca e subito si è attivata la macchina della sicurezza. Il sindaco Luca Leoni si è interessato della vicenda, lo stesso ha fatto il prefetto di Fermo Vincenza Filippi, massima è la collaborazione tra istituzioni.
L’impegno
«Del caso ci stiamo occupando seriamente – spiega il primo cittadino -: ho informato il prefetto della situazione. Ho esposto non solo la problematica sociale ma ho anche spiegato ciò che intendiamo provare a fare. Sono molto soddisfatto della vicinanza istituzionale della Prefettura. Il prefetto è stato invitato alle iniziative che l’amministrazione porterà avanti». Anche perché il compito degli inquirenti è tenere d’occhio un fenomeno che, sotto altre forme, si è manifestato anche in altri Comuni. Episodi in cui sono rimasti coinvolti minorenni sono stati segnalati anche sulla costa, con under 18 ubriachi e molesti, raid vandalici compiuti da ragazzini e altro ancora. Un’escalation preoccupante: per questo è importante circoscrivere e arginare il fenomeno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA