Tipicità sperimenta le forme del rilancio con i piccoli borghi digitali, Confcommercio: «Piccoli negozi sul web»

Sabato 1 Maggio 2021 di Chiara Morini
Tipicità è in corso di svolgimento a Fermo

FERMO - “Risvegli” delle Marche in corso: così è emerso durante l’omonimo evento che a Tipicità phygital edition ha visto protagonista la Confcommercio Marche Centrali. Il direttore generale dell’associazione di categoria, Massimiliano Polacco e Angelo Serri di Tipicità nell’occasione hanno pure presentato il progetto dei “Borghi digitali”.

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L’occasione
«Stiamo portando avanti una sperimentazione in Italia - ha spiegato Polacco -. Si tratta del digitale come strumento di rilancio per i piccoli borghi. Presto ci sarà un test anche nelle Marche, con un borgo a fare da prototipo». Quale al momento non si sa, ma sarà lanciato a breve; di certo c’è che al centro di tutto ci sarà il commercio online che affiancherà i negozi. A Tipicità però era ora del risveglio phygital, e da Senigallia s’è collegato Giacomo Bramucci, imprenditore della moda e presidente di Confcommercio Marche Centrali. Non ci può essere rilancio, per lui, senza il giusto tasso di imprenditorialità. Il che significa che «le aziende si devono “svegliare”. Il cliente che entra in negozio, lo fa dopo un periodo di “emarginazione” a causa del Covid. Bisogna farlo sempre, ma accogliere oggi l’avventore con professionalità e servizio, che vuol dire anche avere un buon prodotto, assume un valore ancora maggiore», ha commentato Bramucci. Tutto ciò condito, ormai inevitabilmente, da una giusta ed opportuna comunicazione sul web. Da Senigallia a Fermo, in piazza del Popolo.

«Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel, con qualche riapertura – ha evidenziato il sindaco Paolo Calcinaro – i musei riaprono, e con la Confcommercio andremo avanti con il centro commerciale naturale appena ottenuto». Il tutto accanto all’apericena di Johnatan Cipelletti de La Locanda San Rocco, con i prodotti, ovviamente, del territorio. Dopo Fermo di nuovo verso nord, con il giro virtuale delle Marche che ha toccato come terza ed ultima tappa, Sirolo. Qui si è parlato di turismo, di accoglienza, di appetibilità del territorio. «La riviera ha il suo appeal, e qui si lavora in sinergia con i concessionari di spiaggia e con i commercianti, che sono operativi anche grazie ai dehors» ha spiegato la presidente di Federalberghi Riviera del Conero, Anna Maria Ciccarelli. Della voglia di risveglio hanno parlato tutti, lei compresa che ha rilevato come però «bisogna “svegliarsi”, perché le Marche non sono molto conosciute».

La ricetta
La ricetta secondo l’imprenditrice turistica è composta dalla necessità di fare sistema, di destagionalizzare: «Arrivare ad almeno otto mesi di turismo, facendo rete: il turista che viene sulla Riviera del Conero può raggiungere Ascoli Piceno e i Sibillini in brevissimo tempo, e viceversa». Esempi, quelli citati dalla Ciccarelli, che ben rendono l’idea di creare attrattività reciproca tra i territori.

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