Tari, risparmio record. Tre città marchigiane nella top ten delle imposte più basse per i ifiuti

Domenica 11 Aprile 2021 di Chiara Morini
La raccolta dei rifiuti a Fermo, Macerata e Ascoli costa meno

FERMO - Fermo è tra le dieci città meno care in Italia per quanto riguarda la tassa sui rifiuti. Nell’anno appena concluso le famiglie fermane hanno pagato in media 191 euro a testa di Tari come rileva uno studio del servizio territoriale della Uil.

 

La migliore, con 133 euro a famiglia, è Potenza e tra le top ten ci sono altre due marchigiane, Macerata con 179 euro e Ascoli con 186 euro.

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Il trend
«È una tendenza che si conferma» commenta con soddisfazione il sindaco Paolo Calcinaro. Da anni, infatti, le politiche sulla Tari sono tra i capisaldi dell’azione amministrativa fermana. «Da cinque anni mostriamo attenzione verso queste problematiche – prosegue –: già nel 2019 eravamo undicesimi e l’anno prima, nel 2018, ancora decimi, in base alle classifiche che aveva stilato Cittadinanza attiva. Non ci fermeremo, confermando nel bilancio le riduzioni per i redditi più bassi». Poco meno di due mesi fa, c’era stata l’approvazione del documento unico di programmazione, e in quell’occasione l’assessore al bilancio aveva annunciato che le agevolazioni rimarranno anche per quest’anno: «Questo Documento prevede il mantenimento dei bandi, anche per le prossime annualità, sulla Tari ribassata, per andare incontro alle famiglie in difficoltà o per quei nuclei familiari con figli universitari fuori sede. Un forte impegno, dunque, anche sul fronte tributario» le parole usate da Alberto Scarfini. «Approvato il bilancio si aprirà sicuramente un nuovo bando» conferma Calcinaro che ha anche la spiegazione di come l’amministrazione riesca a mantenere contenuta la Tari. «È la politica del bacino che ci permette di avere tariffe migliori di altri luoghi – spiega –. Sulla discarica abbiamo investito molto per mitigare gli effetti dei costi della gestione dei rifiuti. E questo è un lato davvero positivo».


L’area
Tradotto: i rifiuti vengono gestiti nel territorio e quindi i costi si riducono. «Se non ci fosse, pensiamo a cosa vorrebbe dire, solo in termini di trasporto, portare i rifiuti fuori da Fermo e provincia» rimarca Calcinaro che aggiunge: «Bene le politiche d’ambito. Comunque in città vengono ottimizzati i servizi». La crescita della differenziata aiuta, e non poco, e per questo l’auspicio è che il Covid non influisca per i prossimi anni, dal momento che l’impiego di personale per trattare i rifiuti specifici è cresciuto.

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