Sisma, nel Fermano il 60% degli edifici pubblici è ancora da sistemare

Sisma, nel Fermano il 60% degli edifici pubblici è ancora da sistemare
Sisma, nel Fermano il 60% degli edifici pubblici è ancora da sistemare
di Luigi Miozzi
4 Minuti di Lettura
Domenica 21 Agosto 2022, 03:35

FERMO - Deciso cambio di passo nella ricostruzione pubblica. Nell’ultimo anno, nonostante il momento particolarmente difficile provocato dall’emergenza sanitaria prima e, successivamente, dall’impennata dei prezzi delle materie prime, il numero degli interventi terminati e di quelli cantierati negli ultimi dodici mesi nei territori colpiti dal sisma sono notevolmente aumentati.

È questo uno dei punti su cui il commissario straordinario per il sisma Giovanni Legnini si è soffermato maggiormente nel corso della conferenza per presentare il Rapporto sullo stato della ricostruzione. E così è emerso che nel giro di un anno, considerando anche i lavori sulle chiese, il numero dei cantieri pubblici chiusi è salito da 151 a 365.


I cantieri


Quello dei cantieri aperti, 316, è raddoppiato, ed è destinato a crescere sensibilmente entro la fine del 2022, sia per l’avanzamento della programmazione, che oggi vede quasi un miliardo di interventi in fase di progettazione e sempre più vicini alla cantierizzazione, sia per l’avvio concreto, entro dicembre, dei 525 interventi previsti nel cratere da NextAppennino, il Fondo complementare al Pnrr per le aree sisma 2009 e 2016. Tanto che si prevede entro i prossimi sei mesi l’apertura di oltre mille cantieri. Gran parte di essi riguarderanno le Marche che ha avuto un danno stimato al patrimonio pubblico di oltre 3,7 miliardi euro su 2762 edifici. Fino a questo momento sono stati finanziati nelle Marche 1056 interventi per 1,4 miliardi di euro e ne rimangono da finanziare 1706 per 2,3 miliardi di euro. 


Il report


Interventi che, di conseguenza, hanno riguardato e riguarderanno anche il territorio fermano. Entrando nello specifico e scorrendo il report redatto dalla struttura commissariale, emerge che ad Amandola, ovvero uno dei centri maggiormente colpiti dal sisma del 2016, sono 15 gli interventi di ricostruzione pubblica che sono stati fino ad ora finanziati per oltre 23 milioni di euro e si attende il via libera ad altri 16 per altri 31 milioni di euro ancora da finanziare. Tra questi c’è uno dei principali cantieri pubblici delle zone colpite dal sisma, ovvero quello della realizzazione del nuovo ospedale di Amandola i cui lavori stanno procedendo con speditezza e che prevede un investimento di circa 13 milioni di euro per una struttura all’avanguardia e completamente antisismica in grado di garantire il servizio sanitazio a tutta la zona dei Sibillini e non solo al entroterra Fermano. 


La parte pubblica


Sono, invece, 13 gli interventi di ricostruzione pubblica finanziati a Montefortino, sulle pendici del Monte Vettore, che hanno richiesto un finanziamento di quasi otto milioni di euro ai quali dovranno essere aggiunti i 28 milioni che serviranno per la realizzazione di ulteriori 23 interventi. Anche a Fermo sono stati fino ad ora finanziati 16 interventi per 57,5 milioni di euro e ne rimangono altri 22 da mettere in cantiere per un finanziamento complessivo di ulteriori 39 milioni di euro. Ma a dare un deciso impulso alla ricostruzione pubblica sono state anche le ordinanze speciali emanate dal commissario per il sisma. Si tratta di provvedimenti che prevedono la realizzazione di opere ritenute tra quelle più urgenti, indispensabili o propedeutiche alla ricostruzione privata nei centri maggiormente colpiti dal sisma.


L’ordinanza speciale


Rientra in questo caso l’ordinanza speciale per Montegiorgio che prevede un’unica opera, ovvero la ricostruzione delle scuole elementari e medie, e della palestra a servizio dei due plessi, applicando alcune deroghe al codice degli appalti e ad altre norme. Per questo intervento, sono stati impegnati 11,1 milioni di euro dei quali, fino ad ora ne sono stati erogati circa 4,4, ovvero il quaranta per cento dell’intero finanziamento. Le opere pubbliche attualmente finanziate dalle ordinanze, comprese quelle speciali in deroga, sono 1.967, per un importo di due miliardi 725 milioni di euro. Sono 1.056 nelle Marche, per un valore di 1,4 miliardi di euro, 291 in Abruzzo, per 441 milioni, 330 nel Lazio, per 400 milioni di euro, 290 in Umbria, per 441 milioni. L’83,8% delle opere finanziate riguarda interventi da realizzare nei 138 comuni del cratere sismico, per un importo di 2 miliardi 173 milioni di euro. Circa la metà di questi, 836 interventi per 1,1 miliardi di euro, riguarda i cosiddetti comuni maggiormente colpiti, quelli dove si è registrato un particolare grado di danno. 

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