Santa Vittoria in Matenano, Rastelli
lascia la sua parcella al Comune

La torre campanaria
La torre campanaria
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Domenica 31 Luglio 2016, 10:02

SANTA VITTORIA IN MATENANO - C’è una torre campanaria, c’è una coppia di residenti sfinita dai suoi rintocchi, c’è una causa che è andata avanti per anni e alla fine è stata persa dal Comune. Poi ci sono i danni e le parcelle agli avvocati da pagare. Uno di questi è l’avvocato Romano Rastelli che, curiosità, oggi riveste anche la carica di vice sindaco del piccolo comune di cui è creditore. Nei giorni scorsi si è reso protagonista di un’azione che fa notizia: anziché incassare la parcella da 20 mila euro (che non sono pochi!) ha protocollato ufficialmente la rinuncia. Li lascia all’ente.
 
L’annosa vicenda della torre campanaria del comune di Santa Vittoria in Matenano, si è chiusa nel giugno 2015 dopo un doppio grado di giudizio con una sentenza di condanna ormai non più impugnabile che vede come parte soccombente il Comune. A fare causa sono stati due cittadini, ora trasferiti all’estero, esasperati dai rintocchi della torre campanaria. Il giudice di primo e secondo grado, dopo anni di battaglie e udienze, ha condannato il Comune a risarcire il danno biologico alla coppia di cittadini (circa 35 mila euro, già liquidati). Ma oltre a questo vanno pagate le profumate parcelle di diversi legali che hanno animato la contesa. Il vice sindaco avvocato Romano Rastelli ha patrocinato i due cittadini all’epoca dei fatti residenti in paese e pur vantando il sacrosanto diritto di esigere dal comune la lauta parcella (quantificabile esattamente in 20.882,92 euro) liquidata giudizialmente ha formalmente rinunciato, lasciando nelle misere casse dell’ente la cospicua somma.
 
«L’ho fatto - spiega il vice sindaco - perché credo e sono decisamente convinto che l’interesse generale sia prioritario, da amministratore ho la consapevolezza e soprattutto sento la responsabilità di dover assolvere il mio mandato avviando una importante fase di cambiamento che si identifichi in comportamenti concreti, immuni da populismi, proclami inutili e pettegolezzi dal sapore di sistema ormai anacronistico che evidentemente calpestano la sensibilità e la dignità dei cittadini».
 
Rastelli ha rinunciato anche all’indennità di vice sindaco, 400 euro circa al mese che sono altri circa 20 mila euro per l’intero mandato che restano, per lo stesso principio, nelle casse del “suo” comune. «Sono un uomo fermamente ancorato ai valori e ciò lo devo all’educazione ricevuta, da cittadino sento il bisogno di tutelare quelle situazioni di diffusa precarietà che portano alle disparità sociali sacrificando, se necessario, anche le mie legittime aspettative economiche. Il mio umilissimo gesto - spiega l’avvocato e vice sindaco rastelli -, per il quale non chiedo assolutamente gratitudine, vorrei che servisse da esempio a coloro che si affannano nel cercare di combattere battaglie che non hanno nemico, e nel contempo, auspico che questa somma si spendesse in parte per garantire e migliorare la viabilità, per iniziative dilettevoli, e la restante per concedere una parca ristrutturazione alla vecchia scuola elementare della frazione di “ponte maglio” che a breve ospiterà servizi sanitari dei quali soprattutto la gente con i capelli bianchi del nostro paese ne ha veramente bisogno».

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