Cerimonia a sorpresa: don Enzo cresima tre calciatori del Montegiorgio. Ecco cosa ha detto nell'omelia

Cerimonia a sorpresa: don Enzo cresima tre calciatori del Montegiorgio. Ecco cosa ha detto nell'omelia
Cerimonia a sorpresa: don Enzo cresima tre calciatori del Montegiorgio. Ecco cosa ha detto nell'omelia
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Martedì 1 Giugno 2021, 06:10

SANT’ELPIDIO A MARE  - Che il parroco di Sant’Elpidio a Mare, don Enzo Nicolini, sia appassionato di calcio, non è una novità. Che da anni sia padre spirituale del Montegiorgio calcio, nemmeno, viste le origini montegiorgesi e la parentela col patron del club, Lanfranco Beleggia. Stavolta, però, il sacerdote ha trovato il modo di fare evangelizzazione anche a margine del rettangolo verde. È nato tutto quasi per caso, durante una cena con alcuni ragazzi della squadra rossoblù.

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«Don (come lo chiamano affettuosamente i calciatori) lo sai? Io la cresima non l’ho mai fatta» gli ha detto una sera Nunzio Zizzania, portiere di origini salernitane. Una “confessione” a cui si è accodato subito dopo un compagno, Pierluigi Montanaro: «Neanche io». Il giorno dopo, con una telefonata, si accoda un terzo compagno, Denny Tempestilli. Così, don Enzo non ha perso tempo ed ha trovato la soluzione. «E’ bello quando da un ambiente conviviale ed allegro come quello sportivo nasce l’occasione per riscoprire anche i valori più profondi della fede» racconta il parroco.


Si è soffermato a parlare con i ragazzi, per comprendere se fossero realmente intenzionati a cresimarsi, venerdì scorso li ha convocati in parrocchia, per una riflessione sul significato del sacramento, infine ha fissato la cerimonia per domenica. I tre calciatori, assistiti dai relativi padrini, si sono accomodati nei banchi sulle prime file della chiesa. Poco distante, il presidente Beleggia. Un’omelia, quella di don Enzo, tutta ispirata al calcio ed al gioco di squadra come metafora della vita. «Fa piacere giocare e vincere le partite in campo. Certo, c’è la giocata che ti porta al gol, ma poi la vittoria si ottiene sempre di squadra, con la collaborazione tra compagni. C’è qualcosa di ancora più importante, la partita della vita, ed anche in quella serve superare gli egoismi, le invidie, scoprirsi gruppo per vincere insieme».

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