Sant'Elpidio, pugno duro del Comune
"Non ci sarà mai un'altra Medioevo"

Sant'Elpidio, pugno duro del Comune "Non ci sarà mai un'altra Medioevo"
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Mercoledì 29 Aprile 2015, 11:50 - Ultimo aggiornamento: 12:16
SANT'ELPIDIO A MARE - Il Comune è stato chiaro: "Non c'è spazio per un'altra città Medioevo". Finiscono i sogni di gloria di qualcuno. Un sogno durato due anni passato per un tentativo di stravolgimento totale degli equilibri all'interno della Contesa del Secchio e che aveva prodotto forti tensioni: riunioni estenuanti tra contrade, ente e Comune terminate con abbandoni, aut aut e quasi scontro totale; una città Medioevo a marce ridotte (l'anno scorso senza le contrade Santa Maria e San Martino), una doppia città Medioevo (l'anno scorso quella delle contrade Santa Maria e San Martino); l'ipotesi che la Contesa del Secchio non si tenesse e tanto altro ancora passato per le elezioni alla contrada San Giovanni e il rinnovamento recente alla Santa Maria. Insomma, due anni di forti stravolgimenti sui quali ora cala il pugno duro dell'amministrazione con un atto ufficiale nello Statuto, accolto all'unanimità dei partiti tranne i Democratici e popolari, il gruppo Lattanzi, che fino a pochi mesi fa era parte predominante della maggioranza.



Anche Città Medioevo e delegazioni foranee entrano nello Statuto comunale. Approvata all'unanimità, ma con l'abbandono dell'aula da parte dei Democratici e popolari, la delibera consiliare con cui alla Contesa si affianca la rievocazione di luglio tra le iniziative tipiche della comunità elpidiense. Oltre alle contrade storiche e all'Ente Contesa, riconosciute anche le 4 delegazioni. "Un riconoscimento delle manifestazioni che ci caratterizzano, ci qualificano e sulle quali vogliamo investire - ha sottolineato il sindaco Alessio Terrenzi - vogliamo riportare coesione, non si migliorano le nostre rievocazioni litigando".

Ad animare la discussione il capogruppo dei Democratici e popolari Fabio Conti (uno dei vertici che non è stato confermato alle "elezioni-rivoluzione" della San Giovanni): "Dopo due anni di tentativi di riorganizzazione delle rievocazioni non andati a buon fine, non capisco cosa si risolva con questo provvedimento. Vengono istituzionalizzate le delegazioni, ma ho seri dubbi che siano rappresentative della città. Noi abbandoniamo l'aula perchè non condividiamo una delibera preparata con superficialità".

Favorevoli tutti gli altri, di maggioranza e opposizione. "E' una delibera che pone elementi di chiarezza e di vincolo - ha osservato l'assessore Norberto Clementi - la città offre due iniziative caratterizzanti, Contesa e Città Medioevo. Sono queste le manifestazioni da sostenere e, in base alle poche risorse disponibili, da finanziare. Non c'è spazio per un'altra Città Medioevo, chi decide di fare altro non può aspettarsi sostegno e risorse. Si può proporre qualunque cosa, ma non se va a depauperare le iniziative che abbiamo già".
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