Scuola, taglio del nastro alla Don Bosco. «Che bella, sembra una Spa. Ma adesso fate più bambini»

Lunedì 27 Settembre 2021 di Marina Vita
Scuola, taglio del nastro alla Don Bosco. «Che bella, sembra una Spa. Ma adesso fate più bambini»

RAPAGNANO - «Una scuola bellissima, fossi stato bambino mi sarebbe piaciuta molto. Ha spazio, luce e ispira serenità, sembra quasi una spa». Così l’arcivescovo Pennacchio nel suo intervento all’inaugurazione dell’ampliamento della scuola media Don Bosco di Rapagnano che si è svolta ieri pomeriggio alle 15 alla presenza del presidente regionale Francesco Acquaroli, dell’assessore Guido Castelli e della Vicaria del prefetto Alessandra De Notaristefani Di Vastogirar.

 


L’impegno
Presenti anche autorità militari e i sindaci di diversi Comuni del Fermano. Tanti anche i cittadini che hanno partecipato all’evento. «Segno che abbiamo fatto un buon lavoro», ha sottolineato il sindaco uscente Remigio Ceroni, che ha voluto celebrare in pompa magna questo gioiello del suo territorio. Una scuola di 2.500 mq, costata 2,5 milioni di euro, in parte a carico del Comune e in parte finanziati dai fondi regionali per l’edilizia scolastica. Sono 120 i ragazzi che la frequentano, provenienti anche da fuori paese. «Oggi lo Stato ha molta sensibilità per l’edilizia scolastica, e mi auguro che scuole come questa vengano realizzate anche in tanti altri paesi del Fermano. Il vero problema è che le queste scuole, poi, bisogna riempirle di bambini ed è urgente pensare a come sostenere le famiglie e favorire la natalità, altrimenti rimarranno cattedrali nel deserto», ha detto Ceroni.


Il tema
Dello stesso tono l’intervento dell’assessore Castelli: «Questo è il tema dei temi. Si nasceva più ai tempi di Caporetto che oggi. Come regione stiamo facendo molto con il piano scolastico con 46 milioni di euro destinati solo alle aree del cratere sismico, ma di questo passo la popolazione si ridurrà della metà nel tempo di una vita. Far tornare la voglia di vita sta anche nelle mani degli insegnanti e questa scuola sarà anche la culla delle nostre speranze». Dalla vicaria De Notaristefani non sono mancati gli apprezzamenti alla nuova Don Bosco che ha definito meravigliosa collegando poi subito il pensiero alle condizioni delle donne e dei bambini afghani e invitando tutti a non dare per scontato il diritto allo studio. «Perché, come scriveva Victor Hugo, chi apre una scuola chiude un carcere».


Il territorio
Su come questa sia un’opportunità per tutto il territorio ha infine argomentato il presidente Acquaroli che, con la sua presenza, ha voluto sottolineare l’importanza strategica che ogni scuola rappresenta, in quanto luogo deputato a formare e crescere le nuove generazioni e quindi segnale di futuro. Prima del taglio del nastro il drappello di ospiti guidato da Ceroni ha visitato la nuova ala scolastica e non è mancata una foto sugli ormai famosi banchi a rotelle.

 

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