Braccio di ferro sul polo sanitario. Disco verde alla struttura di Rapagnano, Cesetti attacca: «Più spazi al pubblico, la Regione ci ripensi»

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Pierpaolo Pierleoni
Fabrizio Cesetti

RAPAGNANO  - «No al complesso sanitario di Rapagnano, la Regione ci ripensi». La bordata arriva dal consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti, firmatario insieme agli altri consiglieri Dem di un’interrogazione alla giunta regionale. Si chiede la revoca del decreto che ha autorizzato una nuova struttura sanitaria a Rapagnano, in località Osteria.

 

 
«No a una politica commerciale dei servizi assistenziali, si valorizzino le strutture esistenti» attacca Cesetti. Non si fa attendere la reazione dell’ex sindaco di Rapagnano Remigio Ceroni, meravigliato «che un consigliere regionale espressione di un territorio si mobiliti per non far partire servizi utili alla collettività». Il decreto è il 48 del 23 settembre, che dà esito favorevole delle verifiche di compatibilità e congruità per il polo sanitario, composto da 3 strutture, con 155 posti residenziali e 20 semi residenziali per persone non autosufficienti e con problemi di demenza, disabilità e disturbi mentali.

«È evidente – commenta Cesetti - che la programmazione socio-sanitaria fuori della rilevazione dei fabbisogni, non solo crei un pregiudizio alle strutture già operanti in Area vasta 4, ma promuova un’idea commerciale dei servizi, in contrasto con la missione di un’efficace e solidale politica socio-sanitaria». Secondo Cesetti, il governo regionale dovrebbe «puntare al 100% di occupazione dei posti già disponibili e accreditati, convenzionati e convenzionabili. L’Area vasta 4 ha già un’offerta ampia, differenziata e potenzialmente incrementabile con le stesse strutture, che dovranno tendere alla piena occupazione dei posti letto. La giunta intervenga se mai sulle criticità della rete, adegui il budget alle strutture già convenzionate nella riabilitazione affinché vengano utilizzate a pieno regime, attivi almeno 40 posti letto nell’area della disabilità in mantenimento, così da recuperare le 20 unità oggi inserite nelle strutture private convenzionate».


Di avviso opposto Ceroni, che da pochi giorni ha concluso il suo mandato da sindaco. «Il Comune ha seguito l’aspetto urbanistico – precisa -. La proposta è arrivata da una società di Terni. Noi siamo contenti che abbiano scelto Rapagnano, contenti che la Regione abbia autorizzato questo complesso sanitario. Potremo avere un punto di riferimento per la media Valtenna e non solo. Oggi, per essere sostenibili, le strutture hanno bisogno di dimensioni importanti. Viene il dubbio che Cesetti lavori per... il re di Prussia».

 

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