È morto Falzetta, imprenditore e sportivo. Mister turismo per avere avuto l’intuizione di creare l’Holiday

Sabato 1 Agosto 2020 di Sonia Amaolo
Giuseppe Falzetta
PORTO SANT’ELPIDIO - Una morte improvvisa, seppure al culmine di una lunga malattia, getta nello sconforto la città. Ci ha lasciato uno dei padri nobili di Porto Sant’Elpidio, Giuseppe Falzetta, Peppe per gli amici, un imprenditore del turismo e un pioniere di vita. Amante del rischio, dello sport, della natura. L’uomo che ha trasformato, alla fine degli anni Sessanta, una piccola struttura ricettiva con laghetto e alberi da frutto nel camping Holiday, oggi l’Holiday family village.


 
Peppe è quello che ha fatto turismo a Porto Sant’Elpidio quando il Comune rivierasco era poco più di un borgo di pescatori e nelle Marche la parola turismo era fantascienza. Peppe il futuro ce l’ha portato a spinta da queste parti, con la sua creatura che oggi fattura milioni ed è una tra le più grandi strutture ricettive en plein air del Centro Italia, pluripremiata per capacità di marketing, promozione, realtà che l’emergenza Covid non ha infiacchito, semmai ha potenziato. Niente ci sarebbe, se non fosse stato per un temerario, amante delle lunghe passeggiate a cavallo in solitaria o in compagnia del fedelissimo cane; andava in barca, a vela e a motore, faceva parapendio, appassionato di moto, pilotava l’aereo. Neppure la malattia, aveva mai incrinato il suo sorriso e lo sguardo era sempre fiero, diretto, senza ombre. Settant’anni e dimostrarne venti meno è un’impresa che è riuscita solo a lui e la notizia della sua dipartita è stata un fulmine a ciel sereno. 

Bellezze straniere
Con l’Holiday fondato nel 1967 faceva arrivare bellezze straniere a Porto Sant’Elpidio e con lui si è segnato mezzo secolo di successi tra sole, mare e calda accoglienza. Peppe pioniere c’era con i primi turisti francesi e tedeschi cinquant’anni fa e oggi, a portare avanti con successo il villaggio vacanze, è Daniele Gatti con Michele Falzetta, rispettivamente nipote e figlio di questo gigante che aleggia «per tutti noi è un intramontabile, per me un punto di riferimento, una guida - dice il figlio Michele - ci ha accompagnato fino alla fine ed è rimasto accanto a noi. A me ha lasciato in eredità la forza, la volontà di non abbattermi mai di fronte alle avversità, la capacità di guardare il lato positivo nella vita. Mi ha educato al rispetto e al sacrificio». Della stessa tempra di Peppe è il nipote Daniele Gatti che dice «per me e Michele è stata dura la scuola di Peppe ma dobbiamo dirgli grazie se oggi siamo quello che siamo, ci ha insegnato che nessuna battaglia è impossibile e anche questa sua l’ha combattuta come un leone fino alla fine, e fino alla fine ci ha ripetuto: sono soddisfatto di quello che avete fatto ragazzi». 

Gli affetti
A piangere questo gigante dalle mille risorse, tutte investite nella passione di vivere, un imprenditore che ha attraversato un periodo epocale dal boom economico alla depressione fino al Coronavirus, pandemia che non ha inciso sulle sue condizioni di salute, sono la moglie Maria Pia Mancini, i figli Michele e Matteo, il nipote Daniele Gatti e le rispettive famiglie. Questa mattina alle 10 si svolgeranno i funerali nella nuova chiesa di San Pio X in via Trentino a Marina Picena.

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