La stazione meteo della scuola cattura l’onda di pressione causata dal vulcano di Tonga

Lunedì 31 Gennaio 2022
L'esplosione del vulcano

PORTO SANT'ELPIDIO -  Ricordate l’eruzione esplosiva del vulcano Hunga-Tonga-Hunga-Ha’apa, avvenuta lo scorso 15 gennaio nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico? L’immagine ripresa dai satelliti dello tsunami che ha solcato le acque del Pacifico è ormai divenuta tra le più cliccate nel mondo del Web. Dal giorno dopo sono apparsi articoli sulla registrazione dell’onda di pressione che è passata sopra l’oceano e che ha attraversato tutto il globo. 

 

 
Il picco
Anche alla nuova stazione meteo “Carlo Urbani” dell’IISS di Porto Sant’Elpidio è stato registrato un picco di pressione alle ore 21 del 15 gennaio. Dopo due settimane di analisi dei dati raccolti si è deciso di ufficializzare la notizia grazie all’esclamazione “Fantastico!” del professore di Fisica Massimo Marini e “Assolutamente sì! Al 99,9%” dell’astronomo Andrea Bernagozzi dell’Osservatorio astronomico della regione autonoma Valle d’Aosta di Saint-Barthélemy (dove è avvenuta una registrazione simile dello stesso fenomeno). Il picco di pressione atmosferica (all’interno dell’ovale giallo nell’ immagine allegata) causato dall’eruzione esplosiva del vulcano di Tonga è stato captato anche dalla stazione meteo di Porto Sant’Elpidio. Davvero un bell’esordio per la scuola.


Le fonti 
Numerose ormai sono le fonti che permettono di correlare l’evento registrato al fenomeno naturale. Il Vulcano Hunga-Tonga-Hunga-Ha’apa si trova a circa 17.400 km da noi e le onde di pressione atmosferica generate dalla spaventosa eruzione delle ore 4:14:45 UTC – Universal Time Clock, che corrisponde al fuso orario di Greenwich - dello scorso 15 gennaio (quando da noi erano le 5 e un quarto del mattino), pari all’energia rilasciata da 1000 bombe atomiche di Hiroshima, viaggiando a circa 1.100 km/h (circa 305 m/s), hanno impiegato poco meno di 16 ore per giungere sino a noi, passando dal polo nord. 


La proposta
Di sicuro la natura ci ha dimostrato ancora una volta la sua potenza, facendoci capire che dobbiamo imparare a rispettarla. Ora i docenti proporranno ai loro alunni delle attività per continuare ad analizzare i dati raccolti e chissà se in un futuro non troppo lontano il polo “Carlo Urbani” non possa generare un nuovo “Bernacca”. 

 

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