Nuovo step per le scogliere emerse: «Ci siamo, ora si sblocca il progetto»

Martedì 21 Settembre 2021 di Sonia Amaolo
Nuovo step per le scogliere emerse; «Ci siamo, ora si sblocca il progetto»

PORTO SANT’ELPIDIO  - Entro fine mese il Comune deve presentare alla Regione lo studio sulle vasche di prima pioggia e sbloccare così l’iter per realizzare le scogliere emerse. Il 26 luglio c’erano stati i sopralluoghi dell’Ufficio ambiente sul lungomare sud, per monitorare gli scarichi a mare e i fossi. La Regione aveva chiesto lo specifico studio al Comune il 15 luglio nella Conferenza dei servizi, dando 60 giorni di tempo.

 

Senza questo passaggio non c’è il via libera al progetto definitivo-esecutivo. Il sindaco Nazareno Franchellucci dice che è stato anche ad Ancona e si è incontrato con gli esperti della Regione, gli addetti alla tutela delle acque-difesa del suolo e della costa: Stefania Tibaldi, Luigi Bolognini, Giorgio Filomena e Diego Magnoni. «Ci siamo incontrati proprio per vedere bene questo progetto delle vasche di prima pioggia - spiega il sindaco - sicuramente riusciamo a rispettare i tempi che ci eravamo dati. Credo che tra la fine del mese e l’inizio del prossimo sicuramente ci sarà il nuovo appuntamento con la conferenza dei servizi e quella dovrebbe essere l’ultima tappa».


Il Comune aveva inviato il progetto preliminare il 9 giugno. Il 15 luglio alla Conferenza dei servizi aveva partecipato con la Capitaneria, Tennacola, Eco Elpidiense, Arpam, Regione, Assemblea d’ambito territoriale. Ne era emersa la necessità di chiarire la suddivisione per stralci dell’intervento con la richiesta della Regione di definire i dettagli del 1°stralcio in riferimento alla lunghezza del paraggio interessato, al numero di setti da realizzare e ai volumi di materiale da ripascimento.


La Regione annotava: «La realizzazione degli stralci successivi al 1° è connessa al reperimento di ingenti risorse». Servono 25 milioni per le scogliere. In merito alla qualità delle acque la Regione chiedeva di approfondire «il tratto di costa interessato dall’intervento complessivo e il tratto interessato dal solo 1° stralcio, caratterizzato dalle foci di molti fossi e da diversi recapiti di scolmatori di piena». Nel progetto si prevede la costruzione di almeno due vasche di laminazione «ma di tali opere di mitigazione non si fornisce un progetto vero e proprio» sottolineava la Regione, ritenendo di dover ricevere «almeno un progetto di fattibilità tecnico-economica o definitivo - perché - tali infrastrutture devono essere parte integrante e sostanziale del progetto complessivo». C’è stata quindi una carenza nella documentazione, che si sta per colmare. Dopodiché dovrebbe ripartire l’iter per mettere gli scogli dalla foce del Tenna alla foce del Chienti a 250 metri dalla riva, rialzando la barriera soffolta fino a 2-2,5 metri con scogliere a distanza di 15-20 metri.

 

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