Teatro Gigli, è guerra di cifre. Il sindaco Franchellucci respinge le critiche e va sui social con il progetto

Venerdì 5 Marzo 2021 di Sonia Amaolo
Teatro Gigli, è guerra di cifre. Il sindaco Franchellucci respinge le critiche e va sui social con il progetto

PORTO SANT'ELPIDIO - Sul Gigli il sindaco tira dritto, non va a fondo per capire quale sarebbe oggi il valore stabilito dall’Agenzia delle Entrate ma rispolvera una stima del 2017 per chiudere il discorso sul prezzo. Questa sera in diretta Facebook alle 21.15 scopriremo cosa ha intenzione di farne del Gigli.

 

Si parlerà di piazza Garibaldi, dell’ex cineteatro e dell’attiguo mercato coperto nel tavolo coordinato dalla segretaria Pd Patrizia Canzonetta. Parteciperanno, con Nazareno Franchellucci, il vicesindaco Daniele Stacchietti e l’architetto Pompeo Castignani. Si avvia il dibattito su come riempire gli spazi mentre la questione prezzo in Comune è chiusa da quando, 4 anni fa, le Entrate stabilivano per 638,50 mq (spazi che allora si volevano acquistare) un valore di 2,3 milioni.

In base a questa cifra, dopo le migliorie apportate e con l’intenzione di comprare tutto (1.054 mq) l’acquisto a 2,8 milioni sarebbe un affare, secondo Franchellucci: «Nel dibattito per l’acquisto - spiega - è emerso il confronto sul valore di compravendita», parla della valutazione del dirigente comunale, sottolineando «a riprova della bontà della sua valutazione, si riporta il parere di congruità delle Entrate redatto il 26 maggio 2017». L’Agenzia dava alla parte pubblica un valore di 2.281.288,59 euro e adesso il sindaco evidenzia come, utilizzando quegli stessi criteri, il Gigli oggi avrebbe un valore ampiamente superiore a 2,8 milioni.

Tanto più, sottolinea il primo cittadino, «all’epoca non erano stati prescritti dalla Soprintendenza lavori aggiuntivi sul boccascena, cosa che ha fatto lievitare i costi di ristrutturazione rispetto a quanto previsto nel progetto inoltrato all’Agenzia». Franchellucci ricorda come la valutazione fu su 940,09 mq mentre i mq certificati nel catasto sono 1.054 e «alla luce di queste considerazioni anche la valutazione delle Entrate attribuirebbe al bene un valore di congruità molto superiore al prezzo per cui l’amministrazione è pronta ad acquistare l’ex cineteatro».

Ma l’Agenzia del Demanio nel 2019 stabilì per 638,50 mq un valore di 1,5 milioni. A questo punto il Comune, nel 2020, tornò a scrivere alle Entrate per un’ulteriore verifica a ristrutturazione effettuata. Quella pratica si è arenata e non si capisce perché. Considerato che l’opposizione minaccia ricorsi alla Corte dei Conti e alla Procura, il Comune per tutelarsi farebbe bene ad andare a fondo e capire cosa dicono oggi le Entrate sul prezzo. Sarebbe l’ultimo atto di una lunga vicenda avviata nel 2015 con la richiesta di una prima perizia estimativa. Si partiva dal valore dell’immobile grezzo a 430mila euro per 785 mq, poi diventati 940,09 mq, infine 1.054 mq.

Oggi il sindaco si affida a un parere che prima del restauro diceva: «Preso atto del costo tecnico di trasformazione e del contributo di costruzione forniteci da codesta amministrazione e fatte tutte le considerazioni e gli opportuni passaggi analitici richiesti dal criterio di valutazione adottato, vista la lieve differenza tra il valore periziato dall’amministrazione e la somma determinata da questo Ufficio, rientrante all’interno di un alea estimale del 10%, si ritiene equo congruire la stima presentata dalla parte in 2.281.288,59 euro». 

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