Scogliere emerse, il Comune ora si muove. Sotto esame gli scarichi sul mare, al vaglio il nuovo progetto

Martedì 27 Luglio 2021
Scogliere emerse, il Comune ora si muove. Sotto esame gli scarichi sul mare, al vaglio il nuovo progetto

PORTO SANT’ELPIDIO - Si accelera per le scogliere emerse, ci sono altri 60 giorni di tempo per presentare il nuovo progetto che contempla le vasche di prima pioggia, come vuole la Regione. Sopralluoghi dell’Ufficio ambiente ieri sul lungomare sud, a monitorare gli scarichi a mare e i fossi. Controllati i tratti alla foce del fiume e l’area libera tra il campeggio e lo chalet più a sud. Il vicesindaco Daniele Stacchietti, assessore alla Difesa della costa dice: «È un’attività di routine, periodicamente facciamo questo lavoro. Sono controlli per il progetto delle scogliere, per verificare i sollevamenti». Controlli finalizzati al progetto. Nel tratto monitorato ieri l’acqua arrivava all’altezza di ombrelloni e lettini, per l’erosione prodotta dalle mareggiate. Nel progetto per le scogliere la Regione vuole che sia garantita la qualità delle acque di balneazione. I fossi devono essere monitorati. Si capirà, alla luce dei risultati, come procedere.
Il sindaco
Nei giorni scorsi il sindaco Nazareno Franchellucci faceva il punto sul progetto delle scogliere emerse dicendo che non può esserci un progetto definitivo o esecutivo se la Regione non dà il via libera allo studio di fattibilità, dopo lo screening di Via. La Regione non può darlo se non c’è quest’ultimo passaggio. I tecnici del Comune avevano caricato il 9 giugno, sulla piattaforma regionale per le autorizzazioni ambientali, lo studio preliminare, dopo la concertazione con la Regione, con Tennacola e con i responsabili della depurazione cittadina. Adesso si è aggiunta la novità e si accelera per non perdere i fondi per le scogliere. Dipendenti comunali al lavoro per la progettazione delle vasche di prima pioggia. «I competenti uffici della Regione - rimarca l’amministrazione - hanno messo una prescrizione legata al mantenimento della qualità delle acque, per cui il Comune non può far altro, dopo aver dato incarico a un progettista, di chiedere una sospensione non superiore a 60 giorni per redigere questo nuovo progetto».

 

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