Giovane ucciso a coltellate a Porto Sant'Elpidio, l'imputato condannato a 22 anni per omicidio ma ora è in Albania

Giovane ucciso a coltellate a Porto Sant'Elpidio, l'imputato condannato a 22 anni
Giovane ucciso a coltellate a Porto Sant'Elpidio, l'imputato condannato a 22 anni
di Sonia Amaolo
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Venerdì 23 Giugno 2023, 03:20 - Ultimo aggiornamento: 10:44
PORTO SANT’ELPIDIO - Omicidio Radu, l’imputato dovrà scontare 22 anni di carcere. Ieri si è concluso il processo a carico di Toja Besmir davanti alla Corte di Assise di Macerata: è stato condannato per aver ucciso Mihaita Radu. C’è anche il risarcimento del danno a favore delle parti civili, madre, sorella, moglie e figlio della vittima, con una provvisionale esecutiva. La vittima era un operaio romeno residente a Porto Sant’Elpidio. 


La ricostruzione


Il giovane, 31 anni, era stato ritrovato all’alba del 17 febbraio 2020, ucciso da 30 coltellate alle spalle. Besmir era stato il primo sospettato, poi c’è stato il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio volontario e ieri si è chiuso il procedimento. Tutti gli indizi hanno a mano a mano portato all’imputato, un albanese di 34 anni che viveva anche lui a Porto Sant’Elpidio da 10 anni. Besmir è stato difeso dagli avvocati Giovanni Lanciotti e Marco Tomassini. All’udienza preliminare il gup del tribunale di Fermo aveva ammesso la costituzione di parte civile dei genitori della vittima, assistiti dall’avvocato Filippo Polisena, e del figlio, assistito dall’avvocato Marco Bagalini, ad esercitare la responsabilità genitoriale sul bambino l’ex compagna della vittima.

Da subito le indagini si erano strette intorno al giovane albanese. Il corpo della vittima era stato ritrovato dopo l’alba nelle campagne di Porto Sant’Elpidio, nella zona di via Pescolla. Immediati erano scattati i soccorsi e i volontari della Croce Verde di Porto Sant’Elpidio si erano trovati davanti un ragazzo che conoscevano bene in quanto Radu aveva fatto volontariato alla stessa Croce Verde. Delle indagini si erano occupati i carabinieri della compagnia di Fermo e del Reparto investigativo del Comando provinciale. La Scientifica aveva appurato le 30 ferite da arma da taglio di piccole e medie dimensioni. Le indagini hanno portato a stabilire che Radu era stato ucciso fra le 2 e le 4 del mattino del giorno del ritrovamento nel luogo dove poi era stato rinvenuto cadavere. Da subito era emerso che non c’era stata una colluttazione: evidentemente il giovane romeno era stato vittima di un agguato. A coordinare le indagini il sostituto procuratore di Fermo Alessandro Pazzaglia.


L’inchiesta


Fondamentali per arrivare a incriminare il 34enne albanese sono state le celle telefoniche agganciate dal cellulare dell’imputato nelle ore precedenti il ritrovamento del cadavere. Non sono emersi con chiarezza i motivi del delitto anche se dietro l’omicidio, secondo gli inquirenti, ci potrebbe essere stata una storia legata alla droga. L’imputato ha sempre professato la propria innocenza e si trova in Albania.

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