Porto Sant'Elpidio, prostituzione nelle vie del centro, la rivolta dei commercianti: «Così ci faranno chiudere»

Venerdì 1 Novembre 2019 di Sonia Amaolo
Porto Sant'Elpidio, prostituzione nelle vie del centro, la rivolta dei commercianti: «Così ci faranno chiudere»

PORTO SANT’ELPIDIO - Prostituzione anche in via Diaz, pieno centro. Tutti lo sanno, la zona è monitorata di notte, l’ultima operazione interforze ieri e c’è stata puree l’anticrimine di Pescara ma le belle di notte, che abitano ed esercitano in strada nei paraggi continuano a farsi notare. Dopo le nottate di bagordi resta il degrado, i vandalismi, la sporcizia sulla statale, a pochi passi dal Comune e dalla piazza, in via Volta, di fronte allo stabile abbandonato, nella cui galleria si consumano anche i rapporti, e sul vicolo Diaz, zona centralissima con negozi e pochi appartamenti abitati. 

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Questo aiuta le venditrici di sesso a sentirsi libere di esagerare dopo la mezzanotte. Ieri c’erano poliziotti ovunque in quella zona ma l’hanno fatta franca lo stesso. Una era stata allontanata con il Daspo pochi mesi fa ma non è cambiato niente in quanto a degrado. Il risultato delle goliardate delle ore piccole è lì di prima mattina, sotto gli occhi di tutti, olio da cucina sui marciapiedi, bottiglie di vetro rotte, lattine vuote, di birra e coca cola, pacchetti e cicche di sigarette. Da quando il fenomeno è stato segnalato alla polizia municipale e documentato la zona è monitorata ma si fa prima a sporcare che a pulire. Il titolare di un negozio di abbigliamento, dopo qualche settimana di tranquillità, ieri si è tirato su le maniche, come avveniva in passato, e ha cominciato a pulire le vetrine imbrattate, a sistemare la piantina sbertucciata fuori dal locale. «Se continua così ci fanno chiudere» sospira.
 
Più che sospirare e pulire non può fare, non risiede lì, il negozio apre alle 9 e chiude alle 20, commercianti e prostitute non s’incontrano di giorno ma il conto viene presentato quando si tirano su le serrande il giorno dopo. L’assessore Vitaliano Romitelli, informato ieri della situazione, ha promesso di attivarsi subito e fa sapere che «tutta la zona è monitorata. Ero presente anche io ieri notte - dice - e ho visto le volanti della polizia, c’era pure l’anticrimine di Pescara, le prostitute sono diminuite, da trenta, quaranta che se ne contavano sulla strada in passato adesso ce ne sono otto, nove. Sempre un problema certamente ma niente a che vedere con cinque, sei anni fa. Ogni segnalazione che riceviamo la giriamo alla questura che se ne occupa e con la quale c’è un eccellente rapporto, lo stesso farò oggi». Poi sul daspo conclude «lo abbiamo applicato in quattro casi dallo scorso aprile ad oggi, noi segnaliamo e la questura interviene».
Il daspo
Porto Sant’Elpidio è stato tra i primi Comuni in Italia ad adottare il provvedimento incluso nel decreto sicurezza. Su input della polizia municipale il questore vieta per sei mesi l’accesso a luoghi pubblici a persone che reiteratamente “pongono in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione degli spazi”. Ubriachi molesti, abusivi, prostitute, mendicanti possono essere allontanati da strade, piazze, stazione ferroviaria, presidi sanitari, zone di particolare interesse turistico, aree destinate a fiere, mercati e spettacoli. Sulla prostituzione mai si è abbassata la guardia e il daspo scatta nelle vie del centro, dove è più visibile il fenomeno: al Borgo marinaro, tra via Gramsci a nord e via Mascagni a sud, nel perimetro dalla stazione alla statale.

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