Porto Sant'Elpidio, no a nuovi
impianti impattanti per le antenne

Porto Sant'Elpidio, no a nuovi impianti impattanti per le antenne
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Martedì 21 Marzo 2017, 10:16

PORTO SANT'ELPIDIO - No a nuovi impianti per la telefonia, sì a microcelle da montare sui pali della luce del lungomare. E’ questo l’esito della conferenza dei servizi per il piano del servizio pubblico di telefonia mobile che si è svolta ieri. Al tavolo erano presenti i rappresentanti di tutte le compagnie telefoniche nazionali e locali, le associazioni Legambiente e Italia Nostra, il dirigente del settore Urbanistica, Ambiente e Lavori Pubblici, Alessandrini, il personale dell’ufficio ambiente, il tecnico incaricato, ingegner Mario Galieni e l’assessore Annalinda Pasquali. Per la minoranza, come uditore, il consigliere Marco Fioschini.

Dalla prima conferenza dei Servizi tra amministrazione comunale e compagnie telefoniche, l’amministrazione ha acquisito tutti i piani di sviluppo aziendale delle compagnie telefoniche. I piani intendono soddisfare le richieste degli utenti in merito alla 4G (possibilità di navigare in rete con velocità, possibilità di scaricare film e video) e prevedono ripetitori per le future evoluzioni tecnologiche della telefonia mobile, 5G per la domotica, ovvero per la possibilità di utilizzare il cellulare anche per funzioni domestiche.
L’amministrazione, pertanto, per conciliare le esigenze dei cittadini col pubblico servizio della telefonia mobile e la qualità paesaggistica, ha riconfermato i siti già individuati e ha avanzato due nuove proposte: il posizionamento di microcelle sui pali dell’illuminazione pubblica del lungo mare e l’utilizzazione degli attuali siti privati esistenti, eccezion fatta per il campanile della Chiesa Santissima Annunziata. «L’amministrazione, nel suo intento di governare sul proprio territorio la distribuzione delle antenne – dichiara l’assessore all’Ambiente Annalinda Pasquali- vuole evitare la conflittualità tra privati e l’aggiunta di nuovi pali multi servizio nel tessuto urbano e sul lungomare perché quelli esistenti, pur se utili al servizio delle comunicazioni, hanno un elevato impatto paesaggistico. Per questo proponiamo l’utilizzazione di microcelle e l’utilizzazione degli impianti privati già esistenti e abbiamo detto “no” a impianti su nuove abitazioni private».

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