Michele ucciso a 31 anni con venti coltellate alla schiena e abbandonato lungo la strada

Martedì 18 Febbraio 2020
Michele ucciso a 31 anni con venti coltellate alla schiena e abbandonato lungo la strada

PORTO SANT’ELPIDIO - Ucciso con una ventina di coltellate alla schiena e buttato come un sacco in mezzo alla strada: è la tragica fine di Mihaita Radu, giovane romeno di 32 anni, conosciuto da tutti a Porto Sant’Elpidio con il nome di Michele. Il cadavere è stato recuperato ieri mattina alle 4.30 nelle campagne della Corva, tra strada Pescolla e via Fonteserpe. Poche centinaia di metri a est del b&b Il Giardino delle Noci, nei pressi dell’incrocio con il raccordo Pian Di Torre.

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L’assassinio potrebbe essersi verificato a un chilometro di distanza dal luogo del ritrovamento del corpo, in un casolare abbandonato ma niente trapela dalle indagini. In quella zona però si sono concentrate le ricerche dei carabinieri, appostati a lungo nei pressi del casolare di proprietà di un elpidiense residente a Marina Picena, come riferisce una vicina. Il corpo esanime a terra, in posizione rannicchiata, è stato visto da diversi automobilisti, tutti quelli che si alzano prima dell’alba per andare al lavoro. Il primo a vedere e telefonare al 118 è stato un ragazzo che ha lanciato l’allarme e in tre minuti sono piombate sul posto l’automedica e l’ambulanza della Croce Verde che, per fare presto, ha preso tutte le scorciatoie possibili da via Del Palo alla zona industriale, dal raccordo Bonafede alla Corva. Se solo qualcuno fosse passato pochi minuti prima forse Michele si sarebbe potuto salvare. Purtroppo per lui nessuno ha sentito il benché minimo rumore da quelle parti, ad eccezione dei latrati di un cane.
 
Probabilmente la macchina che l’ha abbandonato lì non si è neanche fermata e l’uomo è stato spinto fuori mentre era ancora in corsa. Il trentaduenne è morto per le profonde ferite sulla schiena, soffocato dal suo stesso vomito. Sembra che alcuni fendenti abbiano perforato un rene e la milza ma nelle prossime ore sarà l’anatomopatologo a fare chiarezza su questo e si tratterà di capire anche se le coltellate siano state inferte da una o più persone. Indagano i carabinieri. Ieri mattina c’è stato il sopralluogo del Reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma. Gli accertamenti sono andati avanti sul luogo del ritrovamento del cadavere e nelle campagne circostanti per tutta la mattina. Posti di blocco ovunque per tutto il giorno alla ricerca dell’assassino, o degli assassini. Intanto che si attendono le relazioni del Ris i carabinieri hanno ascoltato i commercianti del centro perché, in via Cesare Battisti in particolare, il romeno era stato visto domenica sera girovagare fino a tardi. A chi lo aveva incontrato non era parso del tutto lucido. «Era in stato confusionale» riferisce un esercente, uno di quelli che hanno testimoniato d’avere incrociato il giovane poche ore prima della morte. Un omicidio che per il momento non trova spiegazioni.
Le piste
Che sia stato un regolamento di conti, uno sgarro, una rissa finita in tragedia non è dato sapere ma la sensazione è che gli inquirenti abbiano già tutti gli elementi in mano. Il romeno viene descritto da chi lo conosceva bene come un «bravo ragazzo, attento e scrupoloso». Era entrato in Croce Verde per svolgere il servizio di pubblica utilità, mandato dal Tribunale per un periodo, poi aveva deciso di rimanere e si adoperava volontariamente anche dopo che aveva concluso il servizio. «Era volenteroso, sempre presente all’occorrenza». Così ne parlano in via Del Palo. A Porto Sant’Elpidio era di casa da qualche anno. Abitava in zona centro, al civico 12 di via Elpidiense, in un appartamento agli ultimi piani. Lì lo conoscono tutti. Aveva lavorato in una fabbrica di tacchi, al momento non è chiaro se fosse ancora occupato. Padre di un bambino di 4 anni, separato dalla compagna, la sua uccisione resta un mistero.
Le forze dell’ordine
Si dovrà fare chiarezza, niente può essere lasciato al caso e lo spiegamento delle forze dell’ordine ieri era lì ad attestare l’impegno massimo dei militari che cercano in ogni modo di arrivare a capo di questa vicenda. Si tratterà di stabilire come ci sia arrivato lì quel corpo martoriato, chi ce lo abbia portato. Qualcuno che non gli ha dato scampo, che non ha avuto pietà. Resta quella macchia rosso sangue sull’asfalto, sul ciglio della strada, a un passo da una villetta dove un cane, finché ha potuto, ha abbaiato contro l’assassino.

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