Martellate in testa, vittima in condizioni critiche. L'aggressore in carcere: «Sono pentito»

Sabato 6 Novembre 2021 di Sonia Amaolo
Martellate in testa, vittima in condizioni critiche. L'aggressore in carcere: «Sono pentito»

PORTO SANT’ELPIDIO - È in condizioni critiche il 53enne colpito a martellate in testa mercoledì pomeriggio sul lungomare Trieste. L’aggressore Egidio Medaglia è in carcere. Ieri si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto per il 63enne. Il giudice ha convalidato l’arresto e applicato la misura cautelare più restrittiva, quella appunto in carcere, per la gravità del reato e per la preoccupante situazione clinica della vittima.

 

 

L’assalto

Ad originare il ferimento, un incontro fortuito tra i due e la gelosia. Medaglia, in bicicletta, si era avvicinato all’altro, un uomo di 53 anni, gridandogli: «mi hai rovinato la vita». L’aveva poi colpito con il martello da carpentiere fino a provocargli una ferita profonda. Il 53enne ha cercato di scappare ma dopo pochi passi si è accasciato con una copiosa emorragia. Soccorso e trasportato all’ospedale di Fermo, in serata le sue condizioni si erano aggravate e si è richiesto il trasferimento al reparto di Rianimazione clinica dell’ospedale regionale di Torrette ad Ancona. Qui il ferito è stato sedato per consentire ai traumi di poter rientrare. Se l’ematoma potrà riassorbirsi, si potrà evitare l’intervento chirurgico. «Dobbiamo sperare che si riprenda il più presto possibile, è chiaro che il fatto è grave» dice l’avvocato della difesa Enrico Sciarroni di Cupra Marittima. «Il mio cliente - aggiunge il legale - è stato sottoposto all’interrogatorio e ha dato la sua versione dei fatti. Il carcere è duro e non credo sia pronto per affrontare una misura così estrema. Speriamo che possa reagire con forza ma su tutto è fondamentale che la persona aggredita si riprenda. Il mio cliente è pronto da subito a chiedere scusa. È pentito per quanto è avvenuto e non c’era assolutamente la volontà di uccidere. È scattato qualcosa, è stata un’azione sicuramente sbagliata, un atto assolutamente censurabile ma che, purtroppo, è stato fatto. Bisognerà discuterne al processo e valutare tutti gli aspetti. Proporremo il riesame avverso l’ordinanza della misura cautelare in carcere e attendiamo gli sviluppi processuali».
La denuncia
Ad aggravare la posizione di Medaglia ci sarebbero anche le denunce della ex compagna che ha dichiarato di aver subito ripetuti maltrattamenti, tant’è che per sicurezza lei e la figlia sono state allontanate e si trovano attualmente in una casa famiglia. L’arrestato è incensurato ma i vicini erano a conoscenza, a quanto risulta, della sua gelosia ossessiva nei confronti della ex che veniva pedinata, perseguitata, stalkerizzata. Le cose sarebbero precipitate negli ultimi mesi. Delle denunce l’avvocato Sciarroni dice «sono cose che sappiamo per via indiretta ma non abbiamo nessun tipo di carteggio che ce lo confermi. Ci è stato detto - conclude il legale - che c’è una denuncia ma non abbiamo le carte». 

 

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