Furto e mareggiata, luglio parte male: «Troppi ladruncoli di notte in spiaggia»

Mercoledì 8 Luglio 2020 di Sonia Amaolo

FERMO - Sempre più difficile l’estate per i balneari tra alti e bassi, paure e speranze, preoccupazioni e difficoltà, stretti tra delinquenti e mareggiate, con l’acqua alla gola. Ieri è stato un brutto risveglio per gli operatori del lungomare Faleria di Porto Sant’Elpidio che si sono ritrovati con le prime file di ombrelloni e lettini in mare. Uno di questi, il gestore dello chalet ristorante Oasi, oltre al danno naturale ha registrato anche quello artificiale, dovuto all’uomo.

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Arrivato la mattina presto per aprire ieri si è accorto che la cassa era stata svuotata nella notte. Chi è andato a rubare nello stabilimento ha lavorato di cesello, con un piede di porco o, meglio, una tenaglia piatta, è riuscito ad evitare di sfondare la vetrata, non ha fatto rumore e si è creato un varco ad hoc, sufficiente per passare dalla finestra e, con un balzo da due metri d’altezza, entrare nel locale. Una volta dentro, ha aperto il registratore di cassa e ha preso 300 euro in contanti.
 
Angelo Di Maso ieri all’ora di pranzo aveva già fatto la conta dei soldi rubati e diceva che, per fortuna, danni alla struttura non ce ne sono, salvo la zanzariera strappata. La finestra presa di mira è quella sul lato mare, il sistema usato dal ladro (o dei ladri) è sempre lo stesso. Dall’Oasi è partita subito la denuncia ai carabinieri, c’è stato il sopralluogo e si sono avviate le indagini. Il colpo ricorda quelli di quest’inverno nei due chalet confinanti a nord e sud, La Terrazzina e Crazy Summer. Qui la balneare ricorda di aver subito tre furti ma fa sapere che, ancor più dei ladri, è preoccupata per le mareggiate: «Di questo passo a novembre affondiamo tutti» avverte. Le preoccupazioni sono motivate dal fatto che a Lido Tre Archi è stata rinforzata la barriera alla foce del Tenna ed esperienza insegna che, quando si potenziano gli scogli da una parte, l’acqua sfoga dall’altra, nelle vicinanze, ed erode velocemente dove non c’è protezione. Non saranno i sacchi a salvare gli chalet. Il lungomare sud è in allerta e, come se non bastassero le calamità naturali e la pandemia, arrivano pure i ladri. Mentre Porto San Giorgio combatte con le baby gang e i bagordi in spiaggia nei fine settimana, Porto Sant’Elpidio deve vedersela con chi ruba. Spariscono soldi ma anche cibo ed effetti personali.
Il bilancio
Ai danni del maltempo se ne aggiungono altri. Oltre alle inevitabili perdite dovute al Coronavirus, prima con le chiusure forzate delle attività, ora con il distanziamento da far rispettare che significa meno clienti e meno incassi, si moltiplicano i raid ladreschi. Tutto l’insieme fa venir voglia di chiudere per sempre l’attività e non pensarci più. Fondamentale è che non si replichi il ciclo di colpi andati a segno a marzo, durante il lockdown, quando gli chalet erano costretti a rimanere chiusi e restavano incontrollati. Si registrarono furti in serie sul lungomare. Sparirono prosciutti, vino, telefonini, computer, abbigliamento. In un centro estetico addirittura cinquemila euro in valore tra creme di bellezza e trattamenti viso-corpo. Gli esercenti tornano a chiedere pattugliamenti notturni e videosorveglianza, vogliono più controlli. Contro le mareggiate sperano nelle scogliere emerse.

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