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Fim, stallo su bonifica e demolizione: serve un altro nulla osta. Gli ambientalisti protestano per la Cattedrale

Fim, stallo su bonifica e demolizione: serve un altro nulla osta. Gli ambientalisti protestano per la Cattedrale
di Sonia Amaolo
3 Minuti di Lettura
Sabato 27 Novembre 2021, 10:53

PORTO SANT’ELPIDIO - Nella Conferenza dei servizi sulla Fim ieri è stata ribadito il rischio crollo della struttura da bonificare mentre gli ambientalisti protestano conto l’eventuale abbattimento della Cattedrale. La proprietà potrebbe avviare il cantiere in 60 giorni ma è necessaria una nuova Conferenza dei servizi e un nuovo progetto. «Il progetto di demolizione e bonifica della Cattedrale deve essere meglio specificato – dice il sindaco Nazareno Franchellucci –: non sono necessarie altre analisi nel sito ma un vero e proprio progetto dettagliato».

La Politecnica evidenzia che «l’originaria strategia progettuale non è perseguibile» perché troppe cose sono impossibili, dall’uso delle tecniche originariamente proposte alla pulitura meccanica o chimica: «E’ necessario riflettere su una strategia alternativa più correlata con le trasformazioni che ci sono state dal 2009 a oggi» rimarca il vicerettore dell’Università Marco D’Orazio.


Il passato
In relazione alla storicità della fabbrica «si è ribadito che del corpo originario è rimasta solo la palazzina degli uffici – riporta ancora il sindaco –: tutto il resto è il prodotto di ampliamenti degli anni successivi». La proprietà ha presentato il progetto alternativo di demolizione, bonifica e conservazione dei materiali. L’obiettivo sarebbe edificare una struttura nuova, che richiami la storicità dell’immobile.

Lo studio di fattibilità prevede dunque 60 giorni per attivare il cantiere e 45 per la demolizione. Ma la Regione ritiene necessario prevedere e approvare un progetto da discutere quindi in una Conferenza dei servizi specifica. Un documento che solo un’apposita commissione regionale per il patrimonio culturale deve rilasciare. L’organo supervisore, in sostanza, prende atto della relazione dell’Università e rimarca che sarà il Ministero a dare il parere definitivo.

La riunione si è tenuta a Villa Murri ed è intervenuta anche Legambiente, che ha sia partecipato all’incontro che effettuato un blitz all’esterno mostrando lo striscione “Ex Fim: io non sono un rifiuto”. L’associazione ha presentato una nota scritta, di cui abbiamo già riferito ieri, segnalando la preoccupazione «del tempo trascorso senza interventi, con un rischio di peggioramento delle condizioni dell’ex cattedrale, che allontanano la possibilità di recuperare la struttura.

La Soprintendenza ha mostrato un interesse operativo e concreto a risolvere i problemi legati al restauro della Cattedrale – dice Katia Fabiani, presidente del circolo -: siamo fiduciosi che verrà trovata una soluzione che permetta a questo edificio di diventare il nostro futuro oltre che il nostro passato. In epoca di pandemia, quando i locali all’aperto sono i più auspicabili, la Fim ci porge ancora una mano presentandosi a sud con le sue braccia laterali che ci accolgono allargandosi a formare un anfiteatro naturale e a nord come sala convegni o aula polifunzionale all’area aperta».

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