Assegnato il bando per lo studio sulle scogliere, ma sarà un'altra estate senza spiaggia

Porto Sant'Elpidio, assegnato il bando per lo studio sulle scogliere, ma sarà un'altra estate senza spiaggia
Porto Sant'Elpidio, assegnato il bando per lo studio sulle scogliere, ma sarà un'altra estate senza spiaggia
di Sonia Amaolo
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Sabato 25 Luglio 2020, 06:40

PORTO SANT’ELPIDIO - Il primo passo per le scogliere emerse è stato fatto con lo studio propedeutico assegnato all’Università Politecnica delle Marche, unica a partecipare al bando con un’offerta di 134mila euro. Per rendersi conto, però, di cosa parliamo bisogna mettersi nei panni della lumaca che si prepara ad attraversare il deserto. Così, giusto per non lasciarsi prendere da facili entusiasmi per poi cadere nello sconforto. Mentre l’erosione fa franare la terra sotto i piedi bisogna rimanere con i piedi per terra, quella poca rimasta. 

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Il sindaco, aperte le buste e stabilito chi deve eseguire lo studio preliminare, dice «procediamo bene ed entro qualche giorno abbiamo l’affidamento per il progetto esecutivo». Tra il 27 e il 28 luglio, spiega il primo cittadino di Porto Sant'Elpidio, ci sarà una conferenza preliminare dei servizi allo scopo di reperire le indicazioni di tutti gli uffici, della difesa della costa e dell’ambiente, e accorciare così al massimo i tempi. Ad agosto i progettisti dovrebbero passare le vacanze a lavorare, così che a settembre si possa ragionare già con qualcosa in mano.
 

Essendoci le elezioni è prevedibile che la Regione voglia giocarsela questa carta e dunque per settembre, come dice Franchellucci «dovremmo avere in mano qualche risultato». Si chiederà di fare le cose più rapidamente possibile, nel rispetto dei tempi tecnici. «La strada avviata è quella giusta – ancora il sindaco, che aggiunge - una volta che c’è un progetto esecutivo e un’approvazione da parte della Regione, quindi lo screening di Via, a quel punto resta solo l’appalto dei lavori». Vediamoli questi tempi tecnici, posto che per avviare un’opera, qualsiasi essa sia, bisognerebbe partire dalle risorse, parliamo di 24 e passa milioni di euro, non bruscolini. Già il fatto che si prevede di eseguire l’intervento in tre tappe, dovendo investire 8 milioni per volta e avendo a disposizione la metà dei soldi quest’anno, verrebbe da dire alla lumaca che è meglio non partire per l’attraversata. Ma tempo per recuperare ce n’è. Vediamo allora l’iter burocratico, a detta degli esperti in materia: ipotizziamo la partenza della progettazione esecutiva al primo settembre, servono 45 giorni, dopodiché va presentato lo screening alla valutazione di impatto e, nel caso migliore, se non risultassero effetti negativi dell’opera per l’ambiente, passano altri 60 giorni e si arriva a dicembre. A gennaio 2021 potrebbero partire le procedure di gara, il bando sarà necessario per un’opera del genere, quindi passano altri 6/8 mesi. Senza bando, con affidamento diretto, ne passano comunque altri 3/4 e si arriva a maggio/giugno, entra l’estate e bisogna fermarsi per partire a settembre dell’anno prossimo.
Gli effetti
Se tutto andrà bene prima del 2024 non si vedranno effetti positivi e a questo punto viene da chiedersi perché, nell’attesa, anziché buttare soldi in mare con il ripascimento, non si rafforzi subito la barriera soffolta per tutta la lunghezza del comune rivierasco, visto che la rifioritura eseguita nel 2016 dalla Carmar Sub là dove è arrivata di spiaggia ne ha portata, si guardi al tratto Sudomagodo-Saxa Beach che ne ha giovato mentre zone rimaste scoperte sono in forte erosione. In qualche modo la maniera di salvare la costa in questi 14 mesi bisogna trovarla altrimenti si rischia di dare da bere all’assetato dopo che è morto di sete.

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