Il cuore dei cittadini per la Croce Azzurra. Il presidente: «C’è anche chi ci donato 10mila euro»

Sabato 9 Gennaio 2021 di Pierpaolo Pierleoni
La Croce Azzurra di Porto San Giorgio

PORTO SAN GIORGIO - «Un anno complicato che si chiude con la speranza del vaccino. Ci vorrà tempo, ma è la grande occasione per risolvere questa pandemia». Comincia così il bilancio del 2020 del presidente Gilberto Belleggia e dei militi della Croce Azzurra di Porto San Giorgio. Una squadra che a oggi conta su 60 persone, con 8 dipendenti e 52 volontari, un parco mezzi di 9 ambulanze, un’automedica, due pulmini per disabili, 8 taxi sanitari, una Jeep per i recuperi sociali.

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Il nuovo anno
Affacciandosi al 2021, il presidente della pubblica assistenza sottolinea la generosità dei sangiorgesi e spera in un contributo ancora più massiccio verso l’associazione. «Lo scorso anno abbiamo ricevuto tante donazioni significative. Le cifre spaziano dai 50 ai 10.000 euro. In particolare è stato significativo il gesto di un anziano che una mattina ci ha consegnato 1000 euro in mano, era il suo modo di sdebitarsi perché pochi giorni prima un nostro intervento gli aveva salvato la vita. E ora invitiamo tutti al tesseramento, costa appena 10 euro l’anno, per noi quel piccolo contributo è importante per affrontare la crisi sanitaria ancora in corso. Spero che tutti abbiano compreso l’importanza del nostro servizio». Oltre alle donazioni, tanti i gesti di cittadini, associazioni ed attività nei confronti della Croce Azzurra, come i pasti offerti al personale in servizio nel periodo della prima ondata di Covid. Complessivamente, tocca i 388mila chilometri il conteggio della strada percorsa da ambulanze e mezzi di soccorso e trasporto sociale nell’arco del 2020, pari a ben 9950 servizi effettuati.

Il ricambio
Un anno, l’ultimo, che ha anche segnato un ricambio tra i militi, con nuovi volontari che si sono avvicinati, in particolare giovani, ed altri che invece, soprattutto per paura del Covid o per motivi di lavoro, hanno sospeso il loro servizio. «Anche i nostri ragazzi, come medici e infermieri che si sono sacrificati durante questa pandemia, si sono adoperati col massimo impegno per far fronte all’emergenza – continua Belleggia - Abbiamo partecipato al progetto del Comune, collaborando con la Protezione civile per prestare aiuto ai malati in casa. Mi rimane impresso il ricordo di un sangiorgese che al mattino doveva effettuare una radiografia, poco più tardi gli avrei dovuto consegnare un saturimetro, invece le sue condizioni erano rapidamente peggiorate e quella mattina è deceduto». 

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