Ora i bagnanti arrivano dall'Umbria: «Ma bisogna fare di più per attirare gli stranieri»

Martedì 31 Agosto 2021 di Serena Murri
Ora i bagnanti arrivano dall'Umbria: «Ma bisogna fare di più per attirare gli stranieri»

PORTO SAN GIORGIO - Fine stagione. L’estate, come si poteva intuire, è stata sulla falsa riga di quella dell’anno scorso. Con una incognita in più da gestire: quella del personale. Per il resto, la clientela abituale resta la stessa, in ogni chalet. Servono incentivi in più al turismo, la pista ciclabile potrebbe essere uno di questi.

 

 

Le incertezze

Fra le incertezze di quest’anno, quella del personale. Allo stabilimento Kursal, la titolare Luciana Properzi spiega: «Quest’anno abbiamo assicurato ragazzi che poi non si sono presentati a lavorare. È stata una stagione nel segno della discontinuità. Non sapevamo mai che fine settimana aspettarci. Alla fine possiamo dire che è andata bene. Pochi stranieri. Tanti turisti da Perugia». L’affluenza è stata buona secondo Andrea Bazzani, titolare dello chalet Amorino: «Luglio è andato bene solo dalla seconda metà del mese in poi, principalmente nei week end. Tutto agosto siamo stati sempre pieni. Gente da fuori sì ma inteso - principalmente- da fuori regione. Pochi gli stranieri. Qualche olandese che soggiorna nell’entroterra. Pochi francesi e tedeschi. C’è bisogno di più presenze da fuori. Bisognerebbe incentivare un tipo di turismo diverso, come quello delle barche da diporto, abbiamo un porto che è uno dei migliori dell’Adriatico». Sul nuovo tracciato dice «la corsia potrebbe rappresentare un plusvalore. Prima però sistemiamo la viabilità in città. Sul lungomare, va bene anche il senso unico, purché serva a migliorare la città. Se serve a potenziarla in termini di bellezza e funzionalità, nessuno può dire di non essere d’accordo. Però in una città in cui la popolazione, d’estate raddoppia, servono parcheggi in più, consapevoli di un turismo familiare che si sposta in macchina». Allo chalet e ristorante Delfino, il titolare storico Riccardo Tarantini ha affermato: «La stagione è andata come nel 2019. I turisti da fuori sono quelli di sempre, locali e comprensoriali. Il turismo è diminuito? Bisogna tenere presente che Porto San Giorgio non è più l’unica città con una spiaggia attrezzata. Il turismo va incentivato, bisogna promuovere il rapporto di scambio con l’entroterra e portare i turisti in tour organizzati a visitare i borghi e aziende di produttori, dalle scarpe all’agroalimentare. In più, dopo il Covid, molti turisti hanno preferito soggiornare in agriturismo, per stare in zone più tranquille. Se io gestore capisco che la ricettività è cambiata e devo adeguare la mia struttura, poi non posso passare per dieci uffici e due funzionari in Comune per richiedere un’autorizzazione. Se fai questo, non riesci a stare dietro alle tante proposte che trovi alle fiere di settore». 

Il rammarico

A Tarantini è rimasto sullo stomaco il campo da paddle che avrebbe voluto realizzare «uno sport in voga a livello europeo e anche redditizio» ma non è riuscito ad avere l’ok per realizzarlo. Il suo cruccio, resta la potenzialità inespressa da tutta l’area di spiaggia libera che affianca la sua concessione «perché -ha ribadito Tarantini- non attrezzare le spiagge libere con campi sportivi -anche smontabili-, sui quali organizzare tornei di ogni tipo? Quest’idea non attecchisce perché chi vive a ridosso del lungomare non vuole caos. Invece i campi sulla spiaggia libera porterebbero giovani e sarebbe un servizio in più». 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA