Solgas e San Giorgio Energie, altri confronti: la fusione appare sempre più vicina

Venerdì 22 Ottobre 2021 di Chiara Morini
Solgas e San Giorgio Energie, altri confronti: la fusione appare sempre più vicina

FERMO  - Si fa sempre più concreta la fusione della Solgas con la Sangiorgio Energie di Porto San Giorgio. La situazione aziendale fermana è positiva, il fatturato è importante, «la semestrale presentata una ventina di giorni fa, testimonia un’ottima crescita societaria, segno che l’invernata 2021 è andata bene», spiega l’amministratore della Solgas, Emanuele Corradi. Come più volte evidenziato dall’amministrazione comunale e dallo stesso amministratore, per il futuro però era necessaria una forte scelta di campo. 
 
Diverse le ipotesi che erano sul tavolo, per affrontare il mercato libero e rimanere al passo con i grandi colossi e riuscire ad essere al passo con la concorrenza. «Il socio privato – spiega l’assessore alle partecipate Alessandro Ciarrocchi – ha un importante know how in fatto di vendita, compresa la struttura: la sua presenza aiuta e non poco nel marketing e negli approvvigionamenti.

Ne abbiamo parlato nell’ultimo consiglio comunale, facendo il punto della situazione. A breve è prevista una riunione della prima commissione consiliare per discuterne nel dettaglio». Prima però ci sono le valutazioni da fare. Il che vuol dire, innanzitutto, avere uno statuto della futura nuova società che vada bene a tutti e tre i soci. Il Comune di Fermo, quello di Porto San Giorgio, che nelle loro rispettive società hanno mantenuto il 51%, e la Sgr di Rimini che al momento ha il 49% in entrambe. Ciò a cui si sta lavorando è il tasso di concambio, ovvero definire le quote di ciascun Comune per costituire il 51% pubblico. I consulenti incaricati dal comune fermano stanno quindi lavorando alacremente, e poi a breve dovrebbero tenersi nuove riunioni con Porto San Giorgio e anche con il socio privato Sgr, per un confronto. «A quel punto ci sarà la commissione consiliare, in modo da condividere il tutto anche con la minoranza» puntualizza Ciarrocchi. 

«Noi amministratori – dice Corradi – stiamo predisponendo la parte tecnica, poi sarà compito della politica andare avanti, e procedere con la fusione. Vorrei comunque ricordare che lo scopo è avere utili, ma non per ragioni di profitto, bensì per reinvestirli a beneficio dei cittadini. Laddove possibile riusciamo ad andare incontro alle famiglie e a chi è in difficoltà». Massimizzazione dei benefici, dunque, e non dei profitti. Gli atti dovrebbero quindi essere pronti per la fine del mese.

 

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