Ancora scintille sul Piano del porto: «Non è un affare per pochi». Critiche, attacchi e risposte al veleno: confronto di fuoco

Domenica 12 Dicembre 2021 di Serena Murri
Ancora scintille sul Piano del porto: «Non è un affare per pochi». Critiche, attacchi e risposte al veleno: confronto di fuoco

PORTO SAN GIORGIO  - Seconda commissione sul Piano del porto. Bagarre da parte dell’opposizione durante il consiglio comunale della settimana scorsa quando è stato presentato il nuovo Piano regolatore per il porto. Si tratta di una scelta politica importante e di uno dei punti programmatici del mandato che sta per essere portato a compimento con l’adozione in consiglio comunale.

 

Durante la scorsa seduta, l’opposizione e il gruppo di Fdi hanno chiesto un maggior coinvolgimento delle categorie che vivono la realtà del porto; inoltre Fabio Senzacqua, capogruppo della Lega nonché fra gli armatori che lavorano all’interno dell’infrastruttura, ha richiesto e ottenuto l’incontro ulteriore della Commissione, avvenuto ieri mattina.


Durante l’incontro, la maggioranza ha continuato a illustrare la sua proposta relativa all’infrastruttura. Erano presenti, oltre ai rappresentanti di opposizione e maggioranza, anche l’architetto Censi e Scotece che hanno collaborato allo studio dell’Università Politecnica delle Marche su cui si basa il piano. Durante la realizzazione dello studio erano state interpellate anche le categorie interessate, come quella dei pescatori: per quanto riguarda il lato del porto peschereccio il progetto prevede un ampliamento della parte cantieristica. Si torna quindi in Consiglio martedì.


«Il Comune di Porto San Giorgio - commenta dopo il summit suppletivo lo stesso Senzacqua - ha nel suo nome la parola “Porto”, a sottolineare appunto il carattere strategico del porto, non solo sul piano economico ma anche cittadino. Il porto rappresenta Porto San Giorgio ed il suo destino segnerà quello dell’intera comunità sangiorgese. È utile ricordarlo affinché coloro che governano attualmente la città comprendano che la loro responsabilità non è solo politica ma verso tutti i cittadini». In questa seconda convocazione della commissione «ho caldeggiato - rimarca - la necessità di un ampio coinvolgimento di tutte le categorie, dal turismo, al commercio, sia della città che anche a livello provinciale, in quanto la sola partecipazione degli operatori del porto significa relegare l’importanza del porto a mero strumento economico piuttosto che a faro cittadino. Dispiace che quanto da me auspicato non abbia avuto alcun seguito, sono state convocate solo tre associazioni, lasciando fuori dalla porta tutte le altre. Tale comportamento dell’amministrazione denota scarsa lungimiranza e assenza di visione. Se in dieci anni di governo cittadino ci si è ridotti alla fine del secondo mandato per abbozzare un piano portuale, altri commenti sono superlui».


Il Piano proposto, «senza una condivisione allargata - ribadisce è destinato ad essere ascritto negli annali del Comune come l’ennesima perdita di tempo che porterà a quel niente da sempre perseguito negli ultimi dieci anni dall’attuale amministrazione riguardo le tematiche afferenti il porto e non solo». In ultimo, Senzacqua risponde a Giacomo Clementi, capogruppo del Pd, «il quale, in commissione mi ha rimproverato di non aver mai messo piede in un’Università. E’ vero che sono entrato nel mondo del lavoro in giovane età, ma se avessi intrapreso gli studi non li avrei mai utilizzati per farli pesare a chi non li avesse conseguiti. Chi lo fa, denota una spocchia diseducata», conclude stizzito

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