Porto San Giorgio, Sos sicurezza
Mastery: "Ecco cosa occorre fare"

Impegno per la sicurezza
Gli esperti di Mastery
ora indicano la strada
PORTO SAN GIORGIO - Evitare la marginalizzazione e i processi di radicalizzazione e devianza, non sottovalutare la percezione dell'insicurezza, investire nelle risorse umane e guardare la società anche con gli occhi delle nuove generazioni.

Sono questi solo alcuni degli spunti di riflessione emersi dal convegno sulla "Sicurezza possibile" organizzato dall'organizzazione Mastery di Remo Grassetti e Aldo Pigoli, dalla Aid con il patrocinio del Comune. E per un giorno il teatro è diventato capitale della sicurezza. "In un periodo storico in cui la nostra società è minacciata da pericoli interni e esterni - il saluto del sindaco Nicola Loira - noi abbiamo deciso di affrontare il delicato argomento con i massimi esperti del settore".

Tra i vari interventi, Flavio Corradini, rettore dell'Università degli Studi di Camerino, Sebastiano Porcu, ordinario di Sociologia generale dell'Università di Macerata, Riccardo Redaelli, ordinario di Geopolitica dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore del centro di Ricerche sul Sistema Sud e il Mediterraneo allargato, Tullio Mastrangelo, già comandante e direttore centrale della Polizia locale e sicurezza di Milano, e Pierluigi Leonarduzzi, direttore dell'istituto superiore di Stato Maggiore Interforze.

Le relazioni sono state affiancate da testimonianze e interventi da parte di personalità italiane e internazionali tra cui spiccano i nomi di Massimo Artini, viceresidente della IV commissione Difesa della Camera dei Deputati, del viceprefetto di Prato, Carlo Colmone, di Maurizio Leoni, già comandante del Comando C4 della Difesa e di Eddie Stone, già membro del Sas britannico ed esperto di sicurezza in ambito internazionale.

"La sicurezza - raccontano Grassetti e Pigoli - è stata inquadrata sia da un punto di vista sociale che personale, passando dalla percezione dell'insicurezza. Abbiamo approfondito anche il tema del terrorismo di matrice islamica con i vari livelli di conflitto mediorientali. Da non sottovalutare dunque l'importanza della gestione dell'ambiente urbano e dei processi di urbanizzazione per controllare il degrado socio-economico e evitare la marginalizzazione e i connessi processi di radicalizzazione e devianza. Fondamentale la condivisione delle informazioni per garantire la sicurezza che non può prescindere da una ridefinizione del suo concetto".
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Giovedì 3 Marzo 2016, 11:52 - Ultimo aggiornamento: 03-03-2016 11:52

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