Porto San Giorgio, segnaletica confusa
Pedoni e ciclisti ai ferri corti sul viale

Il pasticcio del nuovo viale: a piedi o in bicicletta?
Il pasticcio del nuovo viale: a piedi o in bicicletta?
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Giovedì 3 Settembre 2015, 21:05 - Ultimo aggiornamento: 4 Settembre, 05:32
PORTO SAN GIORGIO - ​In città già ce ne sono poche. E quando diventano anche un “marciapiede” fanno saltare i nervi agli amanti delle pedalate.

Stiamo parlando delle piste ciclabili. In particolar modo di quella realizzata di recente nel tratto di viale Cavallotti che va da via Boni a via Castelfidardo.

E mentre i ciclisti puntano il dito sui pedoni che utilizzano la loro pista per passeggiare, torna a far sentire la sua voce il comitato per il verde e la salvaguardia del viale che, concentrando le sue attenzioni nel tratto Sud del viale, quello storico e con vincolo ambientale, lancia un appello al sindaco: "Si realizzi la pista ciclabile sulla carreggiata".



Per il tratto Sud del viale, quello dal centro a via Boni la giunta ha, infatti, approvato il progetto preliminare di riqualificazione che prevede una pista tra gli alberi. Ma andiamo per ordine, partendo dal tratto nord dove il restyling è ultimato. Ma la nuova pista è usata sia dai ciclisti che dai pedoni. Inevitabili i battibecchi. Ma non facile addossare tutte le colpe ai secondi. Sì perché se alle estremità la pista è correttamente segnalata, sulle varie intersezioni non vi è alcun cartello. Manca anche la segnaletica orizzontale. E come se non bastasse è lecito domandarsi che fine abbia fatto quel camminamento per pedoni che, almeno stando al progetto iniziale, doveva sorgere tra gli alberi. Ebbene, non sarà più realizzato. E sulla pista l'amministrazione ha fatto una prova di promiscuità pedoni-ciclisti, a questo punto fallita. "E' così - ammette l'assessore alla viabilità Valerio Vesprini - il percorso per pedoni, avendo realizzato il marciapiede sul lato Ovest del viale, è saltato. Ora ci stiamo organizzando per realizzare la segnaletica orizzontale sulla pista".



Più a Sud entra in scena il comitato: "Siamo dispiaciuti del fatto che con pericolosa superficialità le nostre istanze siano state in più occasioni lette come ostacolo alla realizzazione di opere altrettanto importanti come la pista ciclabile. La vogliamo, anzi la pretendiamo ma - fa sapere il suo portavoce, Franco Paci - non come corridoio per lo svago degli utenti quanto per la concreta possibilità di raggiungere in sicurezza i punti nevralgici della città e i servizi. Non possiamo non contestare la pervicace volontà dell' amministrazione di voler entrare con una "strada" nei giardini di viale Cavallotti, sia perché verrebbe disperso un bene comune storico e tutelato, sia perché ne verrebbe scoraggiato l'utilizzo da parte di cittadini e turisti, sia per l'incompatibilità tra le bici ed i pedoni che hanno diritto di potersi anche sedere e godere dell'ombra nella buona stagione senza l'obbligo di guardarsi intorno come accade nel tratto tra le vie Boni e Castelfidardo".

"Sosteniamo il restauro conservativo dei giardini e per questo prospettiamo la messa in sicurezza delle alberature rispetto alle burocratiche pretese della società Rfi, la ricostruzione delle aiuole e della fontana preesistente, la ricollocazione nel viale del busto di Sigismondo Nardi, le bancarelle del libro e i tavolini dei bar che si affacciano sul viale”. No alla “soppressione dei giardini storici di viale Cavallotti, vincolati, a vantaggio di una strada che assomiglia più alla soddisfazione di "desiderata" individuali che ad un'attenzione alle esigenze vere dei cittadini. Lo stesso risultato - conclude Paci per il comitato - può essere raggiunto riorganizzando gli spazi sulla carreggiata senza la necessità di invadere, deturpare e cancellare per sempre i giardini storici".
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