Colazione in camera e niente pranzo: gli alberghi pronti a nuove strategie

Domenica 18 Ottobre 2020 di Serena Murri
Colazione in camera e niente pranzo
Gli alberghi pronti a nuove strategie

PORTO SAN GIORGIO  - Allarme alberghi. Il turismo estivo ha retto ma i 20 giorni di agosto non possono bastare. In vista del rinforzarsi delle prescrizioni anti contagio, gli alberghi iniziano a rivedere le strategie, tra servizi ridotti e giorni di chiusura per ovviare alle camere vuote. 

 

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All’Hotel La Terrazza, il direttore Paolo Moschini è preoccupato: «In seguito ad una recente riunione con gli altri albergatori -ha spiegato- si parla dell’80% di presenze in meno a giugno. Poi fino a metà luglio, i numeri, sono stati gli stessi degli anni scorsi, considerando agosto nella norma. Il fenomeno turistico nel frattempo è cambiato, i turisti sono stati per la maggior parte italiani. Da noi per fortuna, sono tornati tutti i clienti ormai fidelizzati, tornati dal nord Italia, specialmente Lombardia e Veneto. Adesso se le cose dovessero cambiare, per bene che può andare, parliamo di una perdita del 30 o del 35% per tutto l’anno».

 

Per il settore, anche numeri del turismo religioso rappresentano un problema, era infatti con i numeri dei gruppi religiosi la città si teneva bilanciava in bassa stagione. «In questo settore -ha spiegato Moschini- il calo è stato ancora maggiore, dato che si lavorava proprio con i grandi numeri. Noi adesso abbiamo 16 camere impegnate dai neocatecumenali. Prima parlavamo di un giro di 1000 persone ridotte a 400. In questi giorni ospitiamo un gruppo proveniente dall’Abruzzo. Prima in occasione dei congressi c’erano molte più persone, numeri che sono mancati agli alberghi, come sono mancate le prenotazioni delle camere. Oltre che sulle presenze, questo problema non può che riflettersi sul reddito. Se prima una camera ti rendeva 100 euro, oggi te ne rende 80 e prima avevi il doppio delle camere».

 

Per i prossimi mesi, il piano è il seguente: «Faremo solo pernottamento, senza colazione, sono costi in più e non conviene, serve anche personale aggiuntivo. Il servizio di colazione e il ristorante li offriamo solo a partire da un numero di almeno 10 persone. Al momento lavoriamo solo con le camere ed i pernottamenti. Con almeno gruppi di 20 persone possiamo riattivare la sala con le colazioni. Quest’anno, tirando fino a dicembre per tentare di recuperare qualcosa, chiuderemo il mese di gennaio». Il titolare dell’hotel Vittoria, Aldo Giacomozzi si pronuncia in merito ai numeri fatti quest’anno dagli alberghi: «Non si può dire che le cose siano andate male quest’estate ma - ha aggiunto- è indubbio che non siano andate come gli anni scorsi. Abbiamo dovuto affrontare nuove realtà. Giugno è stato un mese piatto, di movimento mordi e fuggi nei weekend ed è andata avanti così fino a fine luglio. Poi c’è stato il canonico pienone di agosto».


Fra le misure assunte dopo il Covid è stato «molto apprezzato dai clienti il servizio di colazione in camera -ha ricordato Giacomozzi- sebbene abbia voluto significare un dipendente in più. I clienti prenotavano la colazione la sera prima e noi gliela servivamo in camera. Un servizio dispendioso ma riconosciuto dalla clientela». In questo periodo, anche durante gli anni scorsi pur essendo un periodo fisiologicamente morto, qualche prenotazione nei weekend c’era comunque: «Almeno due o tre camere occupate le avremmo avute di questi tempi, invece niente. Avendo disdetto gli eventi sportivi, non c’è nessuna prenotazione. La gente ha paura. Sta già tornando l’asporto, nella vicina gelateria da qualche giorno si nota meno gente in giro».

 

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