Ordinanza anti alcol contro i bulli, commercianti in pressing: «No alla proroga, danneggia soltanto noi»

Venerdì 8 Ottobre 2021 di Serena Murri
Ordinanza anti alcol contro i bulli, commercianti in pressing: «No alla proroga, danneggia soltanto noi»

PORTO SAN GIORGIO - Alessandro Quinzi torna sulla sicurezza. Dopo la maxi rissa e le misure prese dalla Prefettura, il rappresentante della categoria non ci sta e dice la sua. Quinzi, oltre a essere il presidente della Cna a Porto San Giorgio, è anche titolare di uno chalet sul lungomare Gramsci sud e di una gelateria in centro, aperta in piena pandemia. La Cna non è stata certo a guardare, dopo i fatti di violenza che hanno messo a rischio anche i passanti.

 

 
L’impegno
«Noi come Cna - precisa Quinzi - abbiamo mandato subito una pec indirizzata al prefetto Vincenza Filippi e al sindaco Nicola Loira alla notizia dell’intenzione manifestata, in prima battuta, dalla Prefettura di un’ordinanza di chiusura dei locali. Nella missiva, in sostanza, dicevamo che secondo noi con quell’ordinanza non si stava andando nella giusta direzione, sia perché coinvolgeva tutta la popolazione che usciva, e quindi non solo minori e ragazzi, e che non avrebbe ottenuto un cambiamento di atteggiamento da parte dei responsabili dei fatti accaduti». Evitata la paventata chiusura inziale, sapevano però che anche la successiva ordinanza anti alcol «avrebbe penalizzato bar e ristoranti - come ricorda Quinzi - e anche chi faceva asporto, visto e considerato che già stiamo uscendo da un periodo durissimo: insomma, un’ordinanza simile sarebbe stata un’altra mannaia sulle nostre teste».


I timori
In qualche maniera non si è corso, perlomeno, il rischio di chiudere «ma vengono penalizzate, ancora una volta, le attività commerciali, a causa del fatto - sottolinea - che non si riesce a controllare un piccolo gruppo di persone moleste. Anziché controllare la sicurezza pubblica si vanno a inficiare le attività commerciali che, in tutto questo, sono invece la parte lesa: anziché essere tutelate, vengono applicate restrizioni sempre a loro carico». Gli operatori temono di vanificare il lavoro di una stagione, per questo auspicano che l’ordinanza in questione, efficace fino al 30 ottobre, non venga rinnovata. «Speriamo - ammette Quinzi - non venga rinnovata e vengano presi altri provvedimenti, soprattutto nei confronti di chi mette a soqquadro la città e si possa tornare all’attività pienamente regolare, nel rispetto delle norme di legge. Poi, se uno di noi trasgredisce queste norme, deve essere punito lui, non tutta la categoria». Quanto ad altre misure da assumere,«sta alla Prefettura, trovare il modo per gestire la situazione, noi non possiamo sostituirci al prefetto o al sindaco. La soluzione non può essere quella di far chiudere i locali perché non si riescono a gestire 30 persone». Così e per fortuna, non è stato: le chiusure sono state evitate, ma rimane il fatto che «anche chi va a prendersi una pizza d’asporto non può acquistare da bere: in questa maniera vengono colpite le singole famiglie, le rosticcerie, chi vende il pesce pronto che, naturalmente, vende anche il vino: allora bisogna organizzarsi in tempo e comprarlo al supermercato ma prima, perché dopo le 20 non si può più. Ripeto, noi non possiamo trovare le soluzioni ma siamo disponibili al confronto».


Il bilancio
Nel frattempo, durante il weekend si è avvertito un calo di gente, dato anche da ottobre e dalle temperature che iniziano ad abbassarsi. «Non è cambiato niente per chi era abituato a uscire a cena, - fa notare Quinzi -: invece per i ragazzi che non vogliono ubriacarsi ma solo farsi un giro dopo cena, beh, il calo c’è stato. Deve essere tutelato l’ordine pubblico. Chi è stato responsabile di una rissa non deve rimettere piede qui e se ci viene deve essere prelevato e portato via. Anche in vista dell’inverno, l’associazione di categoria chiede una stretta sui controlli da parte delle istituzioni».

 

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