Porto San Giorgio, Marcattili cerca l'intesa fra famiglie e movida: «Meglio sotto stress col turismo che vuoti»

Porto San Giorgio, Marcattili cerca l'intesa fra famiglie e movida: «Meglio sotto stress col turismo che vuoti»
Porto San Giorgio, Marcattili cerca l'intesa fra famiglie e movida: «Meglio sotto stress col turismo che vuoti»
di Serena Murri
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 13 Luglio 2022, 02:00

PORTO SAN GIORGIO - Priorità turismo. Delega strategica, affidata - assieme a quella del commercio - a Giampiero Marcattili. Un settore sul quale lavorare.  «A settembre - premette - ho già precettato l’Ataf per un incontro per la programmazione turistica da pianificare in anticipo. A me piace condividere e sentire tutte le campane. Mi piace dialogare con tutti. Questa sarà la mia strategia». Pensa anche a un logo per la promozione: «Bisognerebbe creare un brand unico che indichi i punti di forza del nostro territorio e riesca a farci vendere come destinazione».


Il momento

Prima, però, serve una riflessione. «Da una prima analisi - chiarisce - dobbiamo essere consapevoli che viviamo grazie a più settori che coesistono e che a volte sono conflittuali. Primo fra tutti il turismo dei pendolari, che sono poi quelli che riempiono la città nei weekend per i 4 mesi d’estate. L’avvento del Covid ha fatto sì che la stagione si sia allungata. Rispetto a prima del Covid, la gente o parte meno o in ogni caso ha rivisto le modalità di fare vacanza. Ora siamo sold out nei sabati e nelle domeniche. È emerso questo segmento che sostiene la parte commerciale estiva». La città ha target precisi. «Il target principale - spiega - è quello delle famiglie che vogliono una spiaggia comoda per i bambini, con giochi e fondale basso. Un altro target è quello del turismo religioso, anche grazie alla presenza del centro neocatecumenale. Poi ci sono i giovani. Questi tre segmenti tra loro sembrano incompatibili, a partire dal fatto che i pendolari nei weekend magari cercano divertimento e movida in quanto giovani, mentre le famiglie cercano tranquillità. Bisogna tenere conto di quello che abbiamo. Vorrei ragionare con le associazioni di categoria».

L'impatto del turismo

Che fare? «Occorre agire con il buon senso degli operatori e la tolleranza dei turisti, si può riuscire ad offrire divertimento. Il turismo crea scompensi ai residenti, ha un impatto sulla città. Ma si tratta di settori che devono convivere. La stagione conta e tutti devono portare a casa il loro risultato. Di certo, è di gran lunga meglio una città sotto stress che vuota». Sull’ipotesi di organizzare eventi di richiamo, Marcattili è propositivo ma anche onesto: «Non solo sono utili ma si riesce anche ad avere una grande vetrina. Noi siamo orfani di eventi di richiamo. Mi auguro che questa amministrazione riesca a partorire un grande evento. Il problema è che mancano le aree adatte a fare, ad esempio, un concertone a pagamento». Marcattili esclude che possa servire intercettare nuovi target turistici: «Potrebbe essere un errore. Di certo è presto per parlare. Iniziamo ad amministrare, così sapremo di cosa stiamo parlando. Quando avremo un quadro chiaro, metteremo in campo le strategie per catalizzare anche altri settori, come quello sportivo, utile ad attirare presenze come fa Porto San Giorgio da anni». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA