Dopo i cinghiali continua l'invasione di animali selvatici sulla costa: un capriolo investito e ucciso

Martedì 1 Giugno 2021 di Serena Murri
Dopo i cinghiali continua l'invasione di animali selvatici sulla costa: un capriolo investito e ucciso

PORTO SAN GIORGIO - Una carcassa di capriolo recuperata dopo un incidente. Allarme per la presenza di animali selvatici in zona. Ancora un’altra segnalazione di animali selvatici, questa volta è avvenuta domenica mattina sulla strada provinciale 239, in territorio di Porto San Giorgio, a circa 500 metri dal cavalcavia. Domenica alle 12.30, su segnalazione da parte della polizia municipale, i volontari sono intervenuti per il recupero di una carcassa di capriolo.

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Come ha ricordato Nazareno Polini, ormai la presenza di questo tipo di animali in zona nonostante desti sempre un certo stupore, è diventata ormai consolidata da oltre un decennio, tanto da fargli dire che ormai «recuperiamo 4 o 5 caprioli ogni notte». Un numero davvero impressionante. Polini è un naturalista, responsabile del Cras, il Centro di recupero animali selvatici della Regione Marche, nonché presidente dell’associazione Smilax Nova, associazione di volontari che ha partecipato al bando regionale per diventare operatori dell’ente regionale ed effettuare per conto dell’ente il recupero di animali feriti o anche di animali morti. Con le riaperture, subito dopo il lockdown sono stati rinvenuti 9 caprioli che hanno finito per venire investiti e uccisi dalle auto di nuovo in circolazione in massa dopo il lungo periodo di pausa.


«Quello che non si sa - ha ricordato Polini - è che animali come il capriolo ormai si sono stanziati dalle nostre parti da almeno un decennio. È comunissimo nel nostro territorio e, comunque, nel Fermano. Proveniente dalle zone di montagna, il capriolo è un animale molto comune che si è espanso dalle zone montane piano piano, arrivando anche nelle campagne. Da più di dieci anni gli esemplari sono tanti e la loro presenza molto dipende dal periodo. In aprile, ad esempio, i maschi attraversano le strade molto più di frequente perché in quel periodo si dividono dalle madri e in seguito a questo si spostano territorialmente e restano spesso vittime di incidenti stradali. Non rimangono in territori stabiliti». Risulta infatti abbastanza difficile, avere un quadro preciso delle presenze animali in zona, i volontari in alcuni casi si prendono anche cura di animali feriti finché non guariscono, per poi riportarli in aree ambientali a loro adatte.
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Durante il primo lockdown era stato segnalato dalla proprietaria del giardino, la presenza di un capriolo che si era stabilito all’interno di Villa Salvadori, il quale dopo essere stato prelevato, è stato poi accompagnato in campagna. Si ricorda inoltre, per chiunque notasse animali feriti oppure in difficoltà, di chiamare il numero 380 7989879. Si tratta di esemplari che sono tornati in zona poiché si sono riprodotti, purtroppo dove c’è questo tipo di animali ci sono anche i loro predatori, ovvero i cinghiali e lupi, cosa che mette a dura a prova gli allevatori di bestiame che non sempre riescono a tutelare i loro animali e a rinforzare i recinti. Nei giorni scorsi le segnalazioni per la presenza di un branco di cinghiali ma anche di un lupo nella zona di Monte Cacciù, fra Porto San Giorgio e Fermo.

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