Pasqua al santuario della Madonna dell’Ambro, la messa solo per i residenti di Montefortino

Martedì 30 Marzo 2021 di Francesco Massi
Il santuario della Madonna dell'Ambro tradizionale meta devozionale per Pasqua

MONTEFORTINO - Le restrizioni agli spostamenti imposte dalla pandemia non fermano i cappuccini del santuario della Madonna dell’Ambro. Come ormai avviene da tempo immemore a Pasqua il luogo di culto aprirà il corso annuale a pieno ritmo.

 

I quattro frati cappuccini, guidati dal rettore padre Gianfranco Priori, saranno pronti ad accogliere i fedeli con la massima presenza e disponibilità tutti i giorni, con intensificazione in quelli festivi nei quali ci saranno cinque messe (orari: 9.30-11-12-17–18). Poi la disponibilità continua dei padri cappuccini per le confessioni. Tutto nel massimo rispetto delle norme anticovid.


La regola
Purtroppo, visto che nei giorni di Pasqua tutta Italia sarà in zona rossa, di regola potrebbe raggiungere il santuario solamente chi abita nel territorio di Montefortino. Però almeno la gente dei Comuni circostanti, con un piccolo strappo alla regola, si augura di poter comunque fare anche una breve visita alla Madonna, protettrice dei Sibillini. Infatti proprio a Pasqua, ed in particolare il lunedì dell’Angelo, è considerato il giorno in cui recarsi al Santuario dell’Ambro da una tradizione storica che si perde nella notte dei tempi, per rendere omaggio alla Madre Celeste, a pregare, a confessarsi ed a prendere la comunione. Una pratica e un viaggio immancabile anche per chi durante l’anno non è in genere un cristiano praticante. In passato, raccontano i più anziani, si facevano anche molti chilometri a piedi, partendo addirittura il giorno prima e camminando tutta la notte per essere al santuario alla mattina.

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Il passato
Una tradizione rimasta ferrea nel tempo che ha sempre unito l’aspetto strettamente religioso a quello della scampagnata, poi, nei prati intorno alla chiesa dove si dava vita a picnic e ritrovi di svago. Aspetti che hanno fatto dell’Ambro il motore trainante del turismo in tutta l’area dei Sibillini, con un incremento straordinario, e mai verificato prima, a partire dal 2018, dopo la ristrutturazione in tempi record della chiesa, dai danni del sisma del 2016, da parte della Cassa di Risparmio di Fermo. Turismo poi riesploso anche durante l’attenuarsi della pandemia nell’estate scorsa. Ora, per il secondo anno consecutivo, ci si trova ad affrontare una Pasqua nella quale il territorio dei Sibillini non potrà vedere turisti, che in genere già arrivavano da varie parti d’Italia e dall’estero. Molti poi gli eventi che si tenevano in questo periodo, come il moto raduno del centro Italia. A causa della critica situazione pandemica, il santuario non potrà imprimere quella straordinaria forza di richiamo che dava, a partire dai giorni pasquali e per tutte le stagioni a seguire, un impulso vulcanico a tutta l’economia del territorio montano, con le tante attività ricettive, ristorative, agrituristiche e commerciali dei vari comuni dell’area a pieno ritmo. Ciò con grave sofferenza per queste attività che danno lavoro a molta gente. Fermare la possibilità di raggiungere il santuario significa, purtroppo, fermare o penalizzare gran parte dell’economia turistica e commerciale dei Sibillini. Intanto per maggio dovrebbe essere completata la ristrutturazione del piccolo conventino a fianco alla chiesa.

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