Biodigestore, la protesta della Valdaso ora sbarca all'Europarlamento: «Fermate quell'impianto»

Biodigestore, la protesta della Valdaso ora sbarca all'Europarlamento: «Fermate quell'impianto»
di Francesco Massi
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Venerdì 10 Settembre 2021, 07:55

ORTEZZANO - La questione biodigestore finisce all’Europarlamento, sia quello locale che in generale gli altri, compreso quello in progetto di costruzione sulla Valdaso, sotto il Comune di Force. Un’interrogazione urgente è stata già inoltrata dall’europarlamentare di Europa Verde Eleonora Evi e la risposta si conoscerà entro un mese.

 
Il collegamento
A confermare l’iniziativa è stata la stessa rappresentante politica in collegamento video da Bruxelles, durante il convegno sui biodigestori, organizzato dallo stesso partito, in collaborazione con il Comune, a Ortezzano, con la partecipazione anche di Sandro Bisonni, già consigliere regionale, e Maria Rosa Conti, consigliere comunale a Pesaro, coordinatrice di Europa Verde per Pesaro e Urbino. Interrogazione parlamentare incentrata su più aspetti: il biodigestore di Fermo in merito alle emissioni di sostanze inquinanti, e poi in generale su questa tipologia di impianti, compreso quello da costruire a Force, che vanno a violare, secondo quanto riportato dai promotori del documento, i principi di prossimità: questi biodigestori sono sovradimensionati rispetto alle reali esigenze del territorio, per cui i rifiuti devono essere presi anche da fuori zona. Poi, altro aspetto, la violazione del principio di riduzione dei rifiuti, in quanto l’obiettivo europeo è quello di diminuire la produzione, favorendo il compostaggio aerobico e quello di prossimità. In proposito, è stato ribadito che esiste una legge della Regione Marche, che sembra non sia stata recepita dagli Ata, in cui si stabilisce che per la gestione dei rifiuti organici bisogna favorire il compost aerobico, fatto con l’autocompostaggio o con quello di comunità. Ci sono anche le risorse economiche, previste in tre fonti di finanziamento. Provvedimento che incentiva i Comuni a gestire l’organico autonomamente. «E’ stato un incontro importante - dice la sindaca di Ortezzano Giusy Scendoni - nel quale sono emerse tematiche rilevanti. Bisognerà tenere conto di questa legge regionale, poco conosciuta anche da noi sindaci, e quando gli Ata dovranno fare i Piani d’ambito sarà bene che considerino anche queste opportunità offerte». L’incontro di Ortezzano s’inserisce dunque sulla scia della battagliacontro la realizzazione del biodigestore di Force. Oltre al ricorso al Tar da parte dei sindaci, da pochi giorni si è aggiunto quello al presidente della Repubblica dall’associazione “Tutela e valorizzazione della Valdaso”, sostenuta anche dall’associazione ambientalista Wigwam. Altro ricorso della ditta Covalm di Rotella, sempre sulla Valdaso, adiacente al nascente impianto di Force.


Il futuro
«Continuiamo nel nostro cammino e stiamo lavorando a delle alternative - dice Luigino Sciamanna, presidente dell’associazione - come il progetto da mettere in atto dedicato ai biodigestori aerobici e compostiere di comunità. Vogliamo riuscire ad acquistare alcune di queste, almeno in via sperimentale, che serviranno a produrre compost di qualità da rifiuti organici».

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