Giovanni, 29 anni, morto nell'esplosione del distributore del gas auto che stava controllando

Mercoledì 20 Novembre 2019 di Pierpaolo Pierleoni
Giovanni Battista Cascone, il ragazzo di 29 anni morto nell'esplosione di un distributore del gas auto

MONTE URANO -  Un’esplosione improvvisa, fatale. Il corpo sbalzato come un fuscello a diversi metri di distanza, la caduta rovinosa e fatale al suolo. È morto così, ieri pomeriggio, Giovanni Battista Cascone, un 29enne residente a Falconara, originario di Gragnano, in Campania. Stava lavorando all’area di servizio Esso, lungo la Mezzina, in territorio di Monte Urano, per interventi di manutenzione dell’impianto antincendio. Erano da poco passate le 17.30, quando si è avvertito uno scoppio. Il giovane operaio era indaffarato nei pressi del distributore del gas, starà ora ai militari chiarire la dinamica e le cause del tragico incidente.

 
La ricostruzione
Cascone è stato travolto dall’esplosione, ma non avrebbe riportato ustioni significative. A provocarne la morte sarebbe stato il violentissimo impatto al suolo. Subito si è precipitato a soccorrerlo il personale della stazione di servizio. L’uomo era esanime ed è parso chiaro, sin dalle prime battute, che le sue condizioni fossero critiche. Quando i sanitari hanno raggiunto l’area di rifornimento lungo la Mezzina, purtroppo, ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano ed al medico non è rimasto altro che constatare il decesso. Il ventinovenne stava armeggiando con delle tubature per un normale intervento di manutenzione quando si è consumato il dramma.

La vittima
Era impiegato per la società Mds, specializzata nella realizzazione e controllo di impianti ed apparecchiature elettriche e meccaniche. Secondo gli inquirenti è verosimile che vi sia stata qualche fuga di gas nelle tubature sotterranee. Nel momento in cui l’uomo era al lavoro, sarebbe bastata una scintilla per scatenare la terrificante esplosione che gli è costata la vita. Cascone risiedeva da qualche anno nelle Marche. Un lavoratore serio, professionale, molto apprezzato dai colleghi, legatissimo ai suoi familiari, ai genitori ed alle due sorelle, che ieri sono stati straziati dalla chiamata che li ha avvertiti della sciagura avvenuta al loro caro.
La salma del giovane operaio è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale Murri di Fermo, dove con ogni probabilità sarà disposta dal magistrato l’esame autoptico, per fare piena luce sulle cause del decesso. 

Ultimo aggiornamento: 10:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA